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Tenuità anche per i reati fiscali

La nuova legge sulla tenuità del fatto si dovrebbe applicare anche ai reati tributari appena sopra soglia. Ma dovranno essere le Sezioni unite penali a chiarirlo. Come pure dovranno accertare se la nuova causa di non punibilità può essere fatta valere per la prima volta in Cassazione e con quali modalità e se la stessa Cassazione può esprimere un giudizio di meritevolezza. Sono questi i contenuti della ordinanza n. 21014 della Terza sezione penale depositata ieri.
La pronuncia prende in esame alcuni dei nodi applicativi posti dal decreto legislativo n. 28 del 2015 che ha introdotto nel Codice penale (articolo 131 bis) una nuova causa di non punibilità per i reati con pena detentiva fino a 5 anni quando per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa va considerata di rilevanza limitata. Necessaria però anche la non abitualità del comportamento.
L’ordinanza si è trovata davanti alla richiesta di applicazione, per la prima volta, in Cassazione della novità nell’ambito di un procedimento che aveva visto sanzionare un imprenditore per il reato di omesso versamento Iva in una situazione in cui la difesa aveva tentato di fare valere la carta delle difficoltà economiche in cui si era trovata l’azienda.
La Cassazione, tra i punti affrontati, mette anche quello dell’applicabilità del nuovo istituto a quei reati, come quelli tributari ed edilizi, che prevedono una determinata soglia di punibilità. Il parere, di tipo solo orientativo, perchè comunque anche su questo si sollecita l’intervento delle Sezioni unite, è per l’inclusione dei reati tributari nel perimetro di applicabilità, tenuto conto del fatto che, se la soglia non viene superata ci si trova di fronte a un “non reato”, mentre se il limite viene superato, allora bisognerà procedere a una valutazione dell’offesa rispetto al livello di superamento della soglia. «Si pensi – osserva la Cassazione – ad un superamento della soglia per poche migliaia di euro, non apparendo plausibile il mancato accesso all’istituto in relazione alla necessità di dovere valutare nella sua interezza l’entità complessiva dell’evasione o del mancato versamento del tributo».
La Corte, per il resto, si sofferma a lungo sulla possibilità di applicare per la prima volta nel giudizio di legittimità la non punibilità per tenuità del fatto. Se sì in quale modo, attraverso la formulazione da parte della difesa di motivi aggiuntivi di memorie oppure oralmente in fase di discussione? E ancora: la Cassazione potrà anche intervenire d’ufficio per valutare l’ammissibilità, davanti a un ricorso che sia manifestamente infondato?
In caso di risposta positiva alle due domande andrà ancora valutato se rientra nei poteri della Cassazione stessa effettuare la valutazione di meritevolezza (che dovrà in ogni caso tenere presenti anche i precedenti giudiziari dell’imputato, non solo però quelli sfociati in sentenze definitive e l’indole degli stessi) e se questo giudizio dovrà essere espresso attraverso un annullamento con rinvio della sentenza impugnata oppure con un annullamento senza rinvio.
Tutte questioni sulle quali dovranno pronunciarsi le Sezioni Unite.

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