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Tensione sull’asta spagnola domanda in calo sui Bonos

di Mara Monti

La Spagna non tranquillizza i mercati tornati in tensione dopo qualche giorno di pace. L'accoglienza tiepida dell'asta dei Bonos a cinque anni è tornata ad infondere incertezza tra gli operatori che non sembrano avere risposto con entusiasmo all'offerta del Tesoro costretto a ridurre l'ammontare a 3,68 miliardi di euro, al di sotto del target annunciato di 4 miliardi.

Le banche hanno fatto il loro dovere sostenendo parte dei titoli in asta, ma alla fine la domanda è stata solo di 1,8 volte l'offerta contro il 2,85 del precedente collocamento del 7 luglio per la medesima scadenza. Uno schiaffo per il Tesoro spagnolo che si consola con il rendimento in calo al 4,489% che per le casse di Madrid rappresentano un costo più contenuto rispetto al 4,871% di luglio.

Segnali discordanti al punto che dopo l'asta, i titoli spagnoli sono scesi sul secondario, uno scivolone frenato dal provvidenziale l'intervento della Bce che ha acquistato titoli di Stato spagnoli e in parte italiani, per un ammontare stimato in 10 miliardi di euro. La presenza della Banca centrale sembra ormai una costante e lo dimostra la stabilizzazione dei rendimenti al 5,07% per il 10 anni spagnolo e al 4,31 per i Bonos a 5 anni dopo l'intervento di Francoforte.

I risultati dell'asta spagnola con la domanda in calo e la discesa dei prezzi sul secondario aprono nuovi scenari e interrogativi sulla prossima scadenza: il governo spagnolo ha necessità di rifinanziare il debito in scadenza, ma per evitare che l'asta venga disertata dovrà offrire rendimenti superiori. Il segnale è forte e chiaro anche per il Tesoro italiano: all'asta di martedì per il BTp a tre e dieci anni, la domanda c'è stata benché prudente e selettiva con il governativo a 10 anni collocato con rendimenti in calo al 5,22% contro il 5,77% dell'asta precedente e lo spread tra il BTp e il Bund tedesco sceso fino a 291 punti base. Il raffreddamento è stato aiutato, ancora una volta, dalla presenza della Bce che in modo discreto aveva acquistato titoli di Stato italiani sul secondario. Ma la soglia psicologica dei 300 punti è stata toccata nuovamente ieri fino a chiudere la seduta a 300,79. Lo spread spagnolo del titolo a 10 anni sul Bund tedesco si è invece fermato a 286 punti base. Gli analisti attribuiscono le debolezze dell'Italia alle incertezze sulla manovra che tarda ad essere definita. I segnali di nervosismo sui titoli governativi italiani si sono manifestati sulle scadenze oltre i 10 anni, quelle su cui non interviene la Bce: il BTp 2025 ieri è arrivato ad allargare fino a 15 punti base contro i 5 punti del titolo a 10 anni.

Di tutt'altro tenore l'asta finlandese scadenza 2017 per tre miliardi di euro collocata con un rendimento dell'1,92% e uno spread di 31 punti base sotto il tasso midswap. Quella di ieri è stata la seconda asta dall'inizio dell'anno spinta dalla forte richiesta del mercato per titoli governativi tripla A. Passata quasi inosservata l'asta inglese dei titoli a 10 anni per 3 miliardi di sterline ben accolta con un bid to cover a 1,99 e un rendimento del 2,762 per cento.

Anche l'asta francese ha ricevuto una buona accoglienza: il titolo a 5 anni per 3,5 miliardi di euro è stato collocato con un rendimento dell'1,93% e una domanda sostenuta da un bid to cover dell'1,8; il titolo a 10 anni offerto per 3 miliardi ha ricevuto una domanda 2,3 volte superiore ed è stato collocato con un rendimento del 2,9 per cento. Anche il trentennale ha avuto un buon piazzamento: 1,2 miliardi offerto per una domanda 2,2 volte superiore e rendimento al 3,72 per cento.

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