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Tensione su tutti i bond europei

di Mara Monti

Occhi puntati sull'Italia e sulla ridda di voci che si sono rincorse durante tutta la seduta di ieri sulle dimissioni del Governo. Dall'Europa, agli Stati Uniti all'Asia. Le scommesse dei trader su un'evoluzione a breve della situazione politica ha messo sotto pressione oltre allo spread dell'Italia, ma quello degli altri Paesi europei con massicce esposizioni verso i titoli di Stato italiani. Lo si è toccato con mano in serata quando alla notizia dello slittamento della presentazione del maxiemendamento, i mercati hanno risposto negativamente, alleggerendo ulteriormente le loro posizioni. È il caso della Francia che ha visto allargare lo spread sul decennale tedesco ai livelli record di 129 punti base portando il rendimento al 3,1% alla vigilia della presentazione delle misure di aggiustamento del deficit pubblico stimate in 6-8 miliardi di euro, misure che saranno annunciate oggi dal primo ministro Francois Fillon. C'è poi la Spagna, sotto pressione per la notizia di un nuovo intervento sul Banco de Valencia da parte del Frob, il Fondo di ristrutturazione del settore bancario istituito dallo Stato spagnolo, per l'ammanco di bilancio della banca per 600 milioni su un patrimonio di 1,2 miliardi, secondo quanto riportato da notizie di stampa. La stessa banca ha confermato di aver bisogno di una nuova iniezione di capitale, senza specificare l'ammontare. La notizia ha contribuito a peggiorare la già debole posizione del decennale spagnolo che si è portato a 385 punti base, mantenendo le distanze dal BTp dell'1,05%. Peggiora anche lo spread del titolo austriaco allargando di 9,8 punti base, portandosi a 119 il massimo dell'anno. Le tensioni sui mercati hanno colpito anche i Paesi nordici a cominciare dalla Norvegia che ha allargato il differenziale di 7,7 centesimi portandosi a 77 punti base dopo che Moody's ha confermato l'outlook negativo per le banche del Paese. Stabile invece il Belgio a 252 centesimi.

Il pressing dei mercati sull'Italia riflette anche le difficoltà nell'area euro nel trovare un'intesa per rafforzare il fondo salva Stati. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgan Schauble ha sottolineato che le pressioni sull'Italia non sono giustificate dai fondamentali economici: «La situazione dell'Italia – ha detto – non è paragonabile a quella della Grecia e se vengono realizzate le riforme a sostegno della crescita, sarà riconquistata la fiducia dei mercati». A Schauble ha fatto eco il commissario europeo agli Affari monetari Olli Rehn, che ha rilevato come «la cosa essenziale è che l'Italia implementi le riforme e tenga in ordine i conti pubblici».

Nel giorno in cui l'Efsf colloca tre miliardi di euro per raccogliere risorse a favore dell'Irlanda, c'è chi come l'analista del fondo Evolution Securities calcola quanto tempo potrebbe metterci il BTp per raggiungere la soglia critica del 7% dopo il record di ieri al 6,5%, livello che ha portato Portogallo, Irlanda e Grecia a chiedere aiuto all'Europa: solo 15 giorni e l'asta di giovedì dei BoT sarà un test importante. Per la Banca d'Italia il sistema Italia è in grado di sostenere la rottura della soglia critica del 7% fino all'8%, ma è auspicabile non mettere alla prova la suscettibilità dei mercati.
 

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