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Tempi più lunghi per le cartelle esattoriali

Proroga della sospensione delle cartelle esattoriali e nuovi termini per versamenti da rottamazione e saldo e stralcio: il decreto sostegni bis approvato in commissione bilancio alla Camera contiene un intervento unitario conglobando anche le disposizioni del dl 99 del 2021. Ancora una volta, però, viene perduta l’occasione per intervenire in modo più strutturale su quello che si rivelerà comunque un elemento di difficile gestione e cioè la disponibilità di liquidità per provvedere al pagamento dei debiti sospesi. Il riferimento normativo di base sul quale il decreto in quella che dovrebbe essere la sua formulazione definitiva post conversione interviene, continua ad essere l’art. 68 del dl 18/ 2020. Nel comma 1 del richiamato art. 68 si prevede ora la sospensione dei termini di pagamento derivanti, in particolare da cartelle esattoriali, sino a tutto il prossimo 31 agosto 2021. I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Va sottolineato come già l’art. 9 del dl 73 conteneva una previsione legata alla prosecuzione della sospensione dei termini versamento sino a tutto il 30 giugno 2021, modificata poi dal dl 99 del 2021 il cui termine del 31 agosto viene ora «attratto» in sede di conversione del decreto sostegni bis. Come già osservato, seppure la misura ha l’obiettivo di dare respiro ai contribuenti interessati da queste situazioni, ormai il numero delle rate potenzialmente sospese è decisamente elevato considerato che il momento iniziale previsto dalla norma è quello del 8 marzo 2020. Conseguentemente, il numero di rate sospese, complessivamente, potrebbe essere pari a 18, somme che, come visto, dovrebbero essere versate in unica soluzione entro la fine del mese successivo a quello nel quale opera la sospensione prevista dalla legge. Ciò posto è di tutta evidenza che laddove il problema sia quello della liquidità a disposizione dei contribuenti, il fatto che si debba procedere al pagamento con le modalità previste dalla legge non lo risolve di certo. Con tutta probabilità il problema in questione potrebbe porsi in maniera ancora più stringente tenendo conto che per la decadenza dalla rateazione si verifica nel caso di mancato pagamento di dieci rate anche non consecutive. Quindi, nel caso in cui non si dovessero pagare al termine della sospensione almeno 9 delle rate interessate dal dl 18 del 2020, si decadrebbe dal beneficio della rateazione e, da un punto di vista letterale, la nuova rateazione potrebbe essere ottenuta solo versando, comunque, quanto non pagato. Ciò a differenza di coloro che invece erano già decaduti dai benefici della rateazione alla data dell’8 marzo 2020. In sede di conversione del decreto legge viene altresì cumulato nel provvedimento normativo un intervento in merito alle date di pagamento delle somme dovute in base alle procedure della rottamazione e del saldo e stralcio. Il nuovo calendario viene modulato in relazione alla scadenza delle rate precedenti differenziando il nuovo termine. La norma afferma come il versamento delle rate da corrispondere nell’anno 2020 e di quelle da corrispondere il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021 ai fini delle definizioni agevolate è considerato tempestivo e non determina l’inefficacia delle stesse definizioni se effettuato integralmente, con applicazione delle disposizioni dell’articolo 3, comma 14-bis, del dl 118 del 2019 e quindi con l’applicazione del periodo di tolleranza di cinque giorni:

a) entro il 31 luglio 2021, relativamente alle rate in scadenza il 28 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020;

b) entro il 31 agosto 2021, relativamente alla rata in scadenza il 31 maggio 2020;about:blank

c) entro il 30 settembre 2021, relativamente alla rata in scadenza il 31 luglio 2020;

d) entro il 31 ottobre 2021, relativamente alla rata in scadenza il 30 novembre 2020;

e) entro il 30 novembre 2021, relativamente alle rate in scadenza il 28 febbraio, il 31 marzo, il 31 maggio e il 31 luglio 2021.

Come osservato, resta la sensazione che il problema legato alla riscossione dei crediti tributari non possa essere gestito solo attraverso un meccanismo di sospensione e di rinvii che, naturalmente, può essere utile nel breve periodo ma non può divenire una sorta di misura strutturale. E resta ferma la problematica legata alla massa più generale degli atti notificati dall’amministrazione finanziaria e che sono in corso di pagamento ma che sono differenti dalle cartelle esattoriali.

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