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Tempi più lunghi per la cessione di Ansaldo Energia

Nessuna novità di rilievo come era emerso dalle indiscrezioni della vigilia. Ieri il cda di Finmeccanica si è limitato a prendere atto dell’informativa del numero uno Giuseppe Orsi attorno alla cessione di Ansaldo Energia. Sul tavolo dei consiglieri non sono arrivate altre offerte – l’unica, peraltro bocciata, resta quella della cordata capeggiata dal Fondo strategico italiano – ma il confronto interlocutorio ha confermato l’allungamento dei tempi dell’operazione. Una data per la presentazione delle offerte, va precisato, non è stata messa nero su bianco – il gruppo vuole evitare altri scivoloni dopo la scadenza di fine dicembre non rispettata – ma fonti finanziarie vicine al dossier accreditano la prima metà di febbraio come la deadline entro cui potrebbero arrivare le offerte preliminari.
Gli advisor dell’operazione, Deutsche Bank e Imi, presenti al board, hanno quindi ragguagliato sugli ultimi sviluppi della cessione ribadendo la necessità di concedere qualche giorno in più alla coreana Samsung – in corsa insieme all’altro colosso coreano Doosan – alle prese con la due diligence sui conti dell’azienda genovese che fabbrica turbine. Più defilati i tedeschi di Siemens che sono alla finestra in attesa di capire le mosse degli altri pretendenti. Tra i quali resta anche il Fondo strategico italiano (Fsi) che, nonostante il pollice verso sull’offerta presentata nelle scorse settimane, è ancora deciso a giocare un ruolo da protagonista, magari attraverso una partnership industriale, come ha chiarito l’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.
Più tempo, dunque, per provare a tracciare una tabella di marcia della cessione di Ansaldo Energia. Le elezioni sono alle porte e con esse il rischio che il dossier possa subire un rallentamento dal nuovo esecutivo. Senza contare che le agenzie di rating sanzionerebbero un ulteriore slittamento del piano di dismissioni. Ecco perché Finmeccanica – che ieri ha perso a Piazza Affari il 3,15% – è decisa a muoversi senza troppi indugi. Certo, è assai improbabile che la chiusura definitiva della partita, con la firma del contratto e il via libera dell’Antitrust, possa arrivare prima delle urne – ma l’obiettivo è accelerare al massimo la procedura per riuscire quantomeno a individuare entro le elezioni l’acquirente con cui avviare i negoziati in esclusiva. Se le offerte preliminari arriveranno, come spera Piazza Monte Grappa, entro metà febbraio si metterà subito in moto il meccanismo di scelta che prevede il vaglio delle proposte da un comitato ad hoc e il successivo passaggio al cda. Il quale, sulla base della scrematura fatta dal comitato, dovrebbe poi scegliere a chi cedere il 100% di Ansaldo Energia aprendo ufficialmente la trattativa. Un tassello, quest’ultimo, che potrebbe arrivare a traguardo prima del voto, per lasciare alle settimane successive il perfezionamento della vendita. Che Finmeccanica punta comunque a concludere prima del 30 giugno quando scadrà il lock-up reciproco con l’altro socio di Ansaldo Energia, il fondo Usa First Reserve. Dopo quella data, infatti, se il match fosse ancora in alto mare, i giochi si riaprirebbero con la possibilità di presentare offerte separate ai soci e il concreto pericolo di uno spezzatino dell’azienda.

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