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Tempi duri per Wall Street: c’è un nuovo «sceriffo» in città

A Wall Street arriva la castigamatti Mary Jo White. Una vera «sceriffa» capace di sbattere in galera capi mafiosi come John Gotti e terroristi internazionali come lo Sceicco cieco. Adesso avrà nel mirino i super banchieri di Wall Street nel suo nuovo ruolo di responsabile della Securities and exchange commission (Sec), la commissione di controllo dei mercati finanziari americani (l’equivalente della nostra Consob).
L’ha nominata a fine gennaio Barack Obama lanciando un segnale chiaro: «Non è abbastanza cambiare la legge, ci vogliono anche i poliziotti in giro per farla rispettare», ha detto il presidente presentando White, che ha 65 anni ed è il primo procuratore generale mai nominato commissario da quando la Sec è nata, nel 1934. La scelta sembra rispondere alle numerose critiche avanzate da «sinistra» ai primi quattro anni di Obama. «Nonostante le sue promesse di andar giù duro con Wall Street, le azioni penali del governo contro le frodi finanziarie l’anno scorso hanno toccato il minimo dell’ultimo ventennio; in altre parole ci sono state più incriminazioni sotto la presidenza di George W. Bush che sotto quella di Obama», si era lamentato il sito Huffington Post.
Le armi in mano
White, con la sua fama da «dura» guadagnata in dieci anni (1993-2002) di lotta alla criminalità organizzata nel distretto Sud di New York, dovrebbe dunque dare un tono ancor più aggressivo alla Sec, già considerata il «cane da guardia» più potente al mondo nella difesa dei risparmiatori.
Ai suoi comandi White ha uno staff di 3.800 persone organizzate in cinque divisioni, la più importante è quella con funzioni di «polizia» per far rispettare la legge e avviare azioni legali contro i sospetti criminali finanziari. Le armi a loro disposizione sono state ulteriormente rafforzate dalla riforma Dodd-Frank del 2010. Un nuovo programma, entrato in vigore nell’agosto 2011, è per esempio quello per gli «Incentivi e protezione dei whistlerblower (chi suona l’allarme) finanziari», gli informatori che spifferano i nomi di chi sta compiendo reati e aiutano a raccogliere le prove per incastrarli. Il whistlerblower che fa una «soffiata» utile a far incassare alla Sec almeno 1 milione di dollari di multa, riceve in premio dal 10 al 30% della cifra recuperata. L’anno scorso la Sec ha pagato le prime ricompense. La più cospicua è stata di 1,1 milioni di dollari a favore di una squadra di whistlerblower, che ha denunciato uno schema con cui la Bank of New York Mellon avrebbe guadagnato 1,5 miliardi di dollari con commissioni occulte ai danni dei clienti. Nella squadra c’era anche Harry Markopolos, l’investigatore privato che aveva denunciato alla Sec il truffatore Bernard Madoff ben otto anni prima del dicembre 2008, quando fu scoperto il buco di 17,5 miliardi di dollari nei conti dei clienti del finanziere newyorkese (ora in galera con una condanna a 150 anni).
Regole incomplete
«Disattenzioni» come quella non dovrebbero più succedere, ha assicurato la settimana scorsa Robert Khuzami, il direttore uscente della divisione di «polizia» della Sec, parlando a Bloomberg Tv. «La Sec è ora meglio equipaggiata a identificare per tempo i segnali di frodi e altre operazioni illegali», ha detto Khuzami, che ha difeso i suoi quattro anni da «vigilante» di Wall Street citando alcune cifre: su 150 persone contro cui la commissione ha agito dopo la crisi del 2008, 70 erano responsabili finanziari o amministratori delegati. Ma ha anche ammesso che è stato impossibile incriminare i top manager delle maggiori banche d’affari al centro dei vari scandali dei titoli «tossici» (i derivati costruiti sui mutui subprime).
«Il motivo è che le banche non hanno agito principalmente con fini truffaldini, ma sull’onda dell’esuberanza irrazionale del mercato immobiliare, un fenomeno ignorato dai ragionieri della Sec», ha commentato Charles Gasparino, autore del bestseller del 2009 «La svendita: come tre decenni di avidità di Wall Street e incapacità del governo hanno distrutto il sistema finanziario globale».
Ora spetta a Mary Jo White scegliere il successore di Khuzami. Un compito facile per lei, che ha una rete di 350 «alunni» ovvero avvocati, giudici, poliziotti, funzionari e altri professionisti che hanno lavorato con lei nel campo della giustizia e che ogni estate partecipano a una cena in suo onore all’hotel Roosevelt di New York. La rispettano tutti per i suoi successi contro mafiosi e terroristi, ma si sono levate anche critiche per i potenziali conflitti di interesse che possono venire dagli ultimi dieci anni della sua carriera da avvocato, durante i quali ha difeso grandi banche come JPMorgan davanti alla stessa Sec.
Un problema maggiore in realtà è l’incompiutezza delle nuove regole previste dalla legge Dodd-Frank. E l’incertezza delle regole rende difficile il compito anche dello sceriffo più tosto.

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