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Telemarketing ora gli operatori si regolano da soli “Basta molestare”

Il decreto contro il telemarketing molesto è ancora fermo e se ne riparlerà a 2019 inoltrato. Le aziende del settore però decidono di andare avanti da sole. Con nuove regole che proteggano gli utenti da abusi. Ci ha pensato Assocontact che ha presentato la prima bozza di codice di auto regolamentazione delle aziende di call center.
Molte regole del codice richiamano il rispetto di leggi già in vigore. I call center non possono più chiamare utenti che hanno espresso in modo chiaro di non volere più essere contattati. Oppure nella telefonata bisogna «indicare la fonte da cui è stato estratto il consenso ( che è ” imprescindibile” per contattare l’utente) e il dato personale » , si legge nella bozza. Così come sono già vietate le chiamate che «comportino pratiche o informazioni scorrette o ingannevoli».
Il codice chiede però altri impegni agli associati. Di usare il numero di telefono dell’utente solo fino al termine della campagna pubblicitaria richiesta dal committente. Stop a chiamate ” petulanti”, obbligo di contatti ” educati” e in orari più ristretti: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 21 e il sabato solo dalle 11 alle 15. Niente di domenica e nei giorni festivi. Infine, le comunicazioni scritte devono essere subito identificabili come comunicazioni commerciali, contenere l’opzione per bloccarle ( lo prevede già la legge) e non essere ripetute su canali diversi ( sms, Whatsapp, mail…).
Un’altra novità, che dovrebbe nascere grazie al Codice, è una sezione “gestione reclami” sui siti di tutti gli associati ad Assocontact.
Tutto questo si applica ovviamente solo ai numeri che il call center ha il permesso di chiamare ( con il consenso dell’utente). Ossia tutti quelli degli elenchi pubblici ( a eccezione di quelli che l’utente ha iscritto nel “registro delle opposizioni”) e quelli a cui l’utente ha acconsentito a comunicazioni commerciali.
È qui il problema. Ad oggi gli utenti non hanno modo, effettivamente, di rimuovere il consenso una volta concesso. Così il loro numero resta in balia di innumerevoli liste di una quantità indefinita di call center. Per risolvere serve proprio il decreto con nuove misure, previste dal disegno di legge Nuove norme sul telemarketing di dicembre 2017.
Il decreto potenzia il Registro delle opposizioni, che, con le nuove norme, includerà anche i numeri riservati e quelli di cellulare. Un’altra novità è che basterà iscrivere al registro ( gratis) il proprio numero per vietare tutte le chiamate pubblicitarie. Col registro nasce il primo punto unico centrale con cui l’utente può opporsi alle chiamate.
Un sistema gestito dallo Stato ( tramite la Fondazione Ugo Bordoni del Mise), che vaglierà tutti i tipi di numeri prima di dare alle aziende il permesso di contattarli.
Ma il decreto è in ritardo, appunto. E ancora ieri Adiconsum ha fatto un appello al vicepremier Luigi Di Maio per sbloccarlo. Ora il decreto è bloccato al ministero dello Sviluppo economico, che lo dovrebbe emanare, per alcune ultime modifiche a fronte delle nuove regole privacy ( dopo il decreto 101/ 2018 sul Gdpr).
Modifiche che per altro porteranno a super sanzioni milionarie a chi contatterà gli utenti nonostante il divieto e anche ai loro committenti ( l’operatore telefonico di turno).

Alessandro Longo

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