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Telemarketing negli studi soltanto se mirato

di Antonello Cherchi

Stop alle telefonate commerciali indirizzate allo studio del professionista se gli squilli non sono direttamente correlati all'attività del destinatario. Nel caso di un avvocato, per esempio, potrebbe trattarsi dell'offerta di pubblicazioni scientifiche o di codici giuridici. Non, invece, di chiamate per pubblicizzare servizi telefonici generici, che possono interessare il professionista ma anche qualsiasi altro abbonato.

Per questo il Garante della privacy ha imposto a una società telefonica di bloccare l'uso dei dati di un avvocato. La società – chiamata in causa da una segnalazione inviata dal legale sia all'Autorità sia alla Fondazione Ugo Bordoni, che gestisce il registro delle opposizioni, che dovrebbe fare da filtro al telemarketing, e al quale il professionista risultava iscritto – si era difesa sostenendo che i dati dell'avvocato erano stati estratti non dagli elenchi telefonici, ma dalla versione online dell'Albo nazionale forense (dunque, da un elenco pubblico), a cui gli avvocati devono per legge comunicare anche il numero di telefono.

Non solo: il gestore telefonico aveva aggiunto che quelle informazioni erano state utilizzate unicamente per proporre all'avvocato offerte funzionali allo svolgimento della sua professione.

In tal caso, infatti, non è necessario acquisire il consenso preventivo del destinatario della telefonata e anche l'iscrizione al registro delle opposizioni (che, comunque, sta dimostrando di non funzionare: si veda Il Sole 24 Ore di ieri) passa in secondo piano. Purché, però, i dati utilizzati provengano da un elenco pubblico e, se si tratta di professionisti, la telefonata proponga offerte attinenti all'attività dello studio.

Non così è accaduto nel caso preso in esame dal Garante, il quale ha potuto constatare che, nonostante quanto sostenuto dalla società telefonica, le offerte sottoposte all'avvocato avevano un contenuto generico. Si trattava, in altre parole, di «soluzioni – scrive l'Autorità – astrattamente idonee a soddisfare le esigenze di un'indifferenziata tipologia di soggetti». Invece, la promozione avrebbe «dovuto essere ritagliata, per opzioni, modalità e costi sulle specifiche caratteristiche ed esigenze della categoria degli avvocati».

C'erano, insomma, tutte le condizioni per chiedere di non disturbare più il professionista, tanto che la società ha comunicato di aver cancellato i dati di quest'ultimo dal proprio archivio.

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