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Telemarketing, l’albo è blindato

di Antonio Ciccia  

Non si può telefonare al professionista a scopo promozionale prendendo il numero dall'albo pubblicato su internet. A meno che la chiamata non sia per pubblicizzare un prodotto o un servizio direttamente funzionale all'attività professionale. Tuttavia non rientrano in questa categoria i generici servizi telefonici aziendali.

Se si telefona a un professionista per proporre un nuovo piano tariffario di telefonia aziendale si rischia grosso. Il garante della privacy con il provvedimento del 29 settembre 2011 (reso noto con la newsletter del 21 novembre 2011) ha fissato alcuni argini a favore dei professionisti contro le telefonate indesiderate. L'utenza del professionista è facilmente rintracciabile in rete, anche in considerazione dell'obbligo di diffondere l'albo.

Un obbligo di diffusione finalizzato a consentire agli utenti di rintracciare i singoli professionisti o di verificare la loro permanenza in attività: si tratta di finalità connesse al controllo e alla vigilanza effettuati da collegi e ordini. Mentre non rientra tra le finalità quella di consentire o agevolare contatti commerciali o ricerche di mercato.

Per disciplinare il settore il garante ha colto l'occasione del ricorso di un avvocato per fornire le prescrizioni del caso. Vediamo quali, partendo dall'esempio dell'avvocato, che si è rivolto al garante per segnalare alcune telefonate indesiderate. L'operatore ha spiegato di avere estratto i dati del legale dall'Albo nazionale forense (disponibile su internet) e che la comunicazione commerciale, oggetto della telefonata promozionale, fosse avvenuta per «scopi attinenti l'attività professionale» dello stesso. Peraltro l'operatore ha anche aggiunto di aver comunque provveduto, a seguito dell'opposizione al trattamento manifestata già nel corso della telefonata promozionale, a cancellarne i dati dal proprio database.

L'avvocato ha ribattuto che l'inserimento dei propri dati personali e, quindi, del proprio recapito telefonico nell'albo degli avvocati costituisce un obbligo di legge. In altre parole la libera consultabilità dei numeri telefonici non doveva far pensare a un consenso a ricevere telefonate promozionali. Nel caso specifico, tra l'altro, l'avvocato ha anche iscritto la sua utenza nel Registro pubblico delle opposizioni.

Dunque siamo in presenza di dati personali tratti non da un elenco abbonati ma dal relativo albo professionale online, consultabile da chiunque, e di comunicazione commerciale dell'operatrice telefonica, nel caso specifico, riguardante la promozione di servizi di telefonia business ritenuti strettamente attinenti agli scopi dell'attività professionale svolta dal medesimo.

Il garante nel provvedimento, tuttavia, ha spiegato che la diffusione online dell'albo degli avvocati non ha lo scopo di favorire l'attività di telemarketing, ma quella della trasparenza degli elenchi.

Appurato questo il garante ha rimarcato che il trattamento dei dati personali risultante dall'albo professionale è consentito solo se una specifica disciplina normativa abbia espressamente previsto l'attività di comunicazione telefonica per le finalità di marketing oppure se le comunicazioni, effettuate per tali finalità, risultino «direttamente funzionali» all'attività svolta dall'interessato, che è posta alla base dell'inserimento del dato telefonico nei pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque; e sempreché non vi sia stata o sia manifestata opposizione al trattamento.

Non è sufficiente che i dati siano estratti da un elenco liberamente consultabile, in quanto occorre rispettare il principio generale della finalità del trattamento.

La finalità può essere scritta in una fonte normativa che autorizza l'uso dei dati inseriti nell'Albo, oppure (seconda ipotesi) ci vuole una diretta attinenza del prodotto o servizio in promozione telefonica con le finalità con la professione esercitata dall'interessato.

Tale rispondenza consente la telefonata commerciale-promozionale. Si tratta di un requisito che è inteso in maniera molto restrittiva dal garante.

Nel caso degli avvocati il principio di finalità sussiste, ad esempio, per l'invio di pubblicazioni scientifiche per finalità di aggiornamento ed approfondimento di tematiche giuridiche.

Per il garante, invece, non è direttamente funzionale l'offerta di servizi di telefonia business, per esempio, che possono essere offerti anche ad altri professionisti e a imprese.

Il fatto che l'offerta sia diretta anche a soggetti diversi (imprese e professionisti) manifesta che non c'è esatta e diretta rispondenza del servizio con l'attività professionale. Insomma la diretta rispondenza è intesa come riservata a quella categoria professionale specifica del prodotto o servizio promosso con il telefono. Non a caso il garante ritiene che sarebbe stata una situazione diversa quella in cui l'offerta dei servizi di telefonia fosse riservata ai soli legali, per opzioni, modalità e costi sulle specifiche caratteristiche ed esigenze della categoria degli avvocati. In mancanza del presupposto normativo o della diretta attinenza con l'attività professionale solo il consenso dell'avvocato può far ritenere lecita la telefonata promozionale.

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