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“Telefonica venda le azioni Telco-Telecom”

Una parte dell’Antitrust brasiliana sembra fermamente determinata a bloccare l’ascesa di Telefonica all’interno di Telco, e quindi di riflesso anche in Telecom Italia. «L’operazione annunciata da Telefonica anche a uno stadio preventivo viola gli impegni presi – scrive Daniela Silvia Borges, dell’ufficio legale del Cade in un parere non vincolante -. Sia pur indirettamente, cresce la dipendenza economica tra i due gruppi, laddove invece è richiesta l’indipendenza ». Insomma a giudizio della Borges, l’ascesa in Telco, anche per mezzo di azioni senza diritto di voto sarebbe «una delle più gravi violazioni dell’accordo sottoscritto con il Cade». Parole dure, che avrebbero attecchito presso una parte dell’authorithy carioca, pronta a multare il colosso spagnolo, di cui il consiglio difficilmente non potrà non tenere conto. La questione è aperta e il Cade starebbe già subendo forti pressioni politiche al riguardo. Telefonica è fiduciosa che il poblema sarà risolto, ma seinvece l’Antitrust obbligasse il gruppo guidato da Cesar Alierta a rivendere immediatamente le sue azioni Telco, si aprirebbe un grosso problema perché nessuno dei soci italiani sarebbe disposto a riacquistarle. Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo non solo hanno aggiornato in bilancio il valore e l’entità delle loro partecipazioni al prezzo pagato da Telefonica in azioni proprie lo scorso settembre (l’equivalente di 1,09 euro per ogni Telecom), ma dovrebbero farsi carico anche del maggior debito della finanziaria, che è allocato alla partecipazione. Anche dopo l’aumento di capitale da 324 milioni sottoscritto a settembre da Telefonica, le passività di Telco superano il valore di mercato del 22,4% di Telecom, e per i soci italiani e per i loro bilanci, sarebbe una bel problema da risolvere. Se quindi il Cade decidesse di andare fino in fondo, tutti gli azionisti di Telco potrebbero essere costretti a trovare una nuova soluzione, come ad esempio quella di cercare un nuovo socio disposto a entrare ai piani alti di Telecom Italia. L’altra via potrebbe essere quella di risolvere il conflitto in Brasile tra Tim e Vivo alla radice, ma difficilmente in questo caso si potrebbe trovare una soluzione in tempi brevi. Nonostante l’infittirsi delle voci circa una possibile offerta perTim Brasil, fonti vicine a Telecom ieri smentivano seccamente l’esistenza di una proposta per la controllata carioca. E se anche Telecom ricevesse una proposta seria e molto generosa per Tim Brasil, il gruppo sarebbe comunque costretto ad aprire un’asta competitiva per valorizzazione un asset più volte definito strategico, nel modo più trasparente possibile. Infine il 5 dicembre prossimo è convocato un cda di routine in cui all’ordine del giorno ci sarebbe solo l’avanzamento del piano illustrato il 7 novembre, ma per allora dal Cade potrebbero essere emerse maggiori novità. Il Consiglio dell’Antitrust carioca dovrebbe riunirsi infatti mercoledì 4 dicembre, per decidere sulla questione.
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