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Telefonica tratta la cessione di O2 a Bt

«Le discussioni sono in una fase assolutamente preliminare, non c’è alcuna certezza che la transazione vada in porto». Bt alza le barricate del riserbo che vuole la prassi, ma dietro i comunicati ufficiali si delinea il via a una partita che rischia di cambiare i connotati al mondo delle telecomunicazioni in Gran Bretagna. O per meglio dire il via a una nuova tappa della stessa, ancorché più ampia, partita che ha visto Sky consolidare le sue attività europee per mettere a punto proposte più competitive. Bt conferma, infatti, di aver avviato «discussioni» e l’obiettivo è l’acquisizione di un operatore mobile dopo che essa stessa aveva ceduto Cellnet, progenitore dell’attuale O2. Ed è proprio la società controllata da Telefonica il nome in cima alla lista dei candidati a un’operazione che consentirebbe all’ex monopolista del Regno Unito di offrire i pacchetti cosiddetti «quad play», ovvero capaci di presentare ai clienti una proposta globale che spazia dalla linea fissa, alla banda larga per internet, ai contenuti tv, e ai servizi di telefonia mobile. A Bt mancano solo questi ultimi e uno sviluppo del generale appare destino naturale in un mondo dove tutti gli operatori si muovono, o valutano di muoversi, verso servizi multipli con incursioni, incrociate, in aree che fino a qualche tempo fa parevano meno interconnesse di quanto lo siano ora. In questo senso la partita di Bt incrocia quella di Sky, di Liberty Global, di Vodafone. Un deal fra Bt e O2 potrebbe anche concludersi con una fusione capace di lasciare a Telefonica il 20% del gruppo britannico, secondo le stime di analisti.
Il secondo candidato a un accordo con Bt è EverythingEverywhere (EE), numero uno della telefonia mobile nel Regno Unito, prodotto dell’intesa fra Orange e Deutsche Telecom. Oggi EE ha il 33,8% del mercato e un deal farebbe di Bt il numero uno nella banda larga, telefonia fissa e mobile. Un colosso pronto a muovere contro Sky per un’offerta pay tv che diverrebbe difficile da resistere. Il gruppo franco-tedesco non ha rilasciato dichiarazioni, ma la necessità di riconsiderare la propria posizione sul mercato britannico è stata indirettamente confermata in passato dal management del gruppo. In realtà l’operazione su EE appare più complessa di un possibile «ritorno» di O2 entro l’alveo della società che l’aveva generata. Nel 2005 Telefonica acquistò O2 per poco meno di 18 miliardi di sterline, oggi il passaggio a Bt non potrebbe avvenire a più di 10 miliardi.
A questo punto appare evidente che al di là della cautela dell’ex monopolista britannico un’operazione si farà. Il mercato ne è così convinto da aver premiato ieri il titolo Bt con un balzo di poco meno del 4 per cento. Resta da vedere se un’operazione del genere sarà sufficiente per ridare impeto ai profitti di un business altamente competitivo come quello del mobile. Oggi gli operatori nel Regno di Elisabetta hanno margini ridotti per la guerra dei prezzi che ha visto lo scontro aperto fra i quattro attori di un mercato così altamente concorrenziale da aver convinto due player stranieri a considerare l’addio.

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