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Telefonica punta su E-Plus ma Slim alza le barricate

Telefonica chiude l’operazione che la porterà ad essere il maggiore operatore mobile tedesco, il secondo in Europa per numero di clienti e volume d’affari, appena dietro a Vodafone. Il gruppo spagnolo ha annunciato ieri di aver concluso l’acquisizione di E-Plus, filiale dell’olandese Kpn, per 8,1 miliardi di euro. L’operazione sembra destinata ad andare in porto nonostante i dubbi emersi nelle ultime ore da parte del magnate messicano Carlos Slim, che attraverso la sua America Movil nomina due degli otto consiglieri di amministrazione dell’operatore olandese. Cesar Alierta, che da 13 anni guida l’ex monopolista iberico, cercava da tempo spazi di crescita in Germania e dopo mesi di trattative (il negoziato era ripreso lo scorso aprile con Ubs a fare da advisor agli spagnoli) è riuscito a firmare un’operazione che gli consente di rafforzarsi, senza compromettere troppo lo sforzo di riduzione del debito. Dell’importo totale, infatti, gli olandesi di Kpn riceveranno solo 5 miliardi cash, e non tutti sborsati da Telefonica, cui si aggiungerà un pagamento in natura pari al 17,6% di Telefonica Deutschland (quotata lo scorso ottobre a Francoforte). Secondo quanto ha spiegato il gruppo spagnolo alla Cnmv (la Consob di Madrid) l’operazione comporterà due fasi e un esborso effettivo da parte di Telefonica di 4,14 miliardi di euro: la prima parte del deal vedrà Telefonica Deutschland comprare la totalità delle azioni E-Plus per 3,7 miliardi, soldi che saranno raccolti attraverso un aumento di capitale di cui la capogruppo madrilena sottoscriverà 2,84 miliardi di euro, quota proporzionale al 76,8% che detiene nella società. In questo frangente gli olandesi entreranno in possesso di un 24,9% del gruppo nato dalla fusione.
Nella seconda fase il gruppo di Cesar Alierta rileverà da Kpn una partecipazione del 7,3% nella nuova e più grande Telefonica Deutschland sborsando altri 1,3 miliardi di euro e arrivando, come recita la nota inviata alle autorità di Borsa, a «un impegno effettivo di 4,14 miliardi dei 5 miliardi pagati a Kpn». Nonostante il corrispettivo in azioni, il nuovo gruppo rimarrà saldamente nelle mani degli spagnoli che controlleranno il 65% del capitale, mentre Kpn avrà il 17,6%.
Dalla fusione delle due società uscirà il primo operatore mobile tedesco con 43 milioni di clienti, una quota di mercato vicina al 40% e un fatturato superiore agli 8,6 miliardi. L’integrazione dovrà passare però per le forche caudine dei regolatori oltre che di America Movil. I due consiglieri nominati dalla società del magnate messicano in Kpm, secondo fonti di mercato riportate dal Financial Times, non hanno votato a favore dell’operazione; il deal in ogni caso dovrebbe essere appoggiato dagli altri consiglieri che attualmente hanno in mano sei degli otto seggi. Nonostante l’imprevisto (non di poco conto visto che Slim è il maggior azionista singolo di Kpn e il principale concorrente di Telefonica in America Latina) Alierta spera di concludere nei primi sei mesi del 2014. In ogni caso la posta in gioco può valere l’attesa: secondo Telefonica le sinergie della fusione (che gli analisti di Citi stimano in 4 miliardi di euro) potrebbero arrivare fino a 5,5 miliardi.
Anche per questo ieri sul parterre di Madrid il titolo dell’operatore tlc ha continuato la propria crescita (+2,3%, mentre a Milano Telecom Italia è volata del 6,74%), senza troppa attenzione da parte degli investitori ai risvolti che l’operazione potrebbe avere sul debito. Il deal riporta infatti Telefonica verso un’esposizione finanziaria superiore ai 52 miliardi di euro, ancora lontana dall’obiettivo dei 47 miliardi che il gruppo si era dato per fine 2013: un rapporto pari a 2,35 volte l’Ebitda necessario a non vedere ulteriormente ridotto il rating, che con un giudizio BBB da parte di S&P è già a un passo dal livello junk.

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