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Telefonica divorzia da Telecom un mese per vendere l’Argentina

Dopo sette anni di convivenza Telefonica dichiara esplicitamente che non intende più rimanere nell’azionariato di Telecom Italia. Il numero uno del gruppo spagnolo, Cesar Alierta, in occasione di un convegno sulle telecomunicazioni a Santander ha detto: «Non vogliamo rimanere in Telecom Italia», Telefonica «ha imparato molto» nel periodo di permanenza nell’azionariato di Telecom ma il fatto di «non essere italiani», ha però aggiunto, è stata la principale barriera alla definizione di nuovi accordi in Telecom.

A quali potenziali accordi Alierta si riferisca è difficile dirlo, forse a una fusione tra le due società che aveva giustificato l’ingresso degli spagnoli nel 2007 ma che non si è mai concretizzata, non certo per colpa degli italiani. Vero è invece che per sette lunghi anni Telefonica ha imbrigliato uno dei suoi principali concorrenti, presente su un mercato strategico per gli spagnoli come quello brasiliano. E oggi, avendo prevalso nelle trattative con Vivendi per aggiudicarsi un periodo di esclusiva, dichiara di voler sciogliere quel nodo ha tenuto legata Telecom in questi anni. Sperando che le autorità brasiliane vogliano prendere per buone le intenzioni e concedere un via libera che sembra ancora complicato. Telefonica è infatti ancora al66% dei diritti di voto di Telco che controlla una quota del 22,4% di Telecom. Con la scissione chiesta da tutti gli azionisti la società guidata da Alierta verrebbe a controllare il 14,8% direttamente, di cui un 9% è impegnato al servizio di un bond convertendo a 3 anni e un altro 5,7% (con l’8,3% dei diritti di voto) rappresenta le azioni che Telefonica ha offerto a Vivendi in cambio di un terzo della partecipazione che avrà in seguito alla fusione Vivo-Gvt. Ma sono tutti passaggi che richiedono tempo per verificarsi e che necessitano di un via libero preventivo e non scontato da parte delle autorità di regolazione brasiliane. A sua volta Telecom Italia deve fare i conti con un’altra partita sudamericana, questa volta riguardante la cessione di Telecom Argentina. Il promesso acquirente, la Fintech del finanziere David Martinez, non ha ancora ricevuto il disco verde all’operazione da parte delle autorità locali, e deve fronteggiare alcune difficoltà dovute al default tecnico del paese guidato da Cristina Kirchner. L’ad di Telecom Italia Marco Patuano gli ha concesso un altro mese di tempo per chiudere l’operazione ma se a fine settembre ciò non succederà si cercherà un altro compratore o si rinuncerà all’incasso dei 960 milioni pattuiti.
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