Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telefonate in Europa, guida alle nuove regole

Fine degli extra costi legati al roaming: da domani chi viaggia in uno dei Paesi della Ue — inclusi i tre dello Spazio economico europeo, ovvero Norvegia, Liechtenstein e Islanda — userà lo smartphone spendendo come a casa per le telefonate, per i messaggi e per il traffico dati. Una tappa fondamentale per la realizzazione del «mercato unico digitale», che è una delle priorità della Commissione europea. Attenzione però: se si varca il confine e si va in Svizzera niente cambia, così come nel Principato di Monaco e ad Andorra. In questi casi gli operatori non dovranno rispettare le nuove regole Ue.

Gli abbonati europei sono circa 754 milioni e a beneficiare della fine del roaming saranno circa i due terzi, con un risparmio complessivo, ovvero una riduzione degli introiti per gli operatori, calcolata in oltre un miliardo. Un risultato che è il frutto di un processo iniziato dieci anni fa e che aveva già portato a una riduzione dei prezzi del roaming. Dal 2009 a oggi la Ue ha ridotto i prezzi al dettaglio degli sms del 92%, del roaming dati del 96% dal 2012.

Le norme «roam like at home» riguardano chi viaggia occasionalmente al di fuori del Paese in cui uno vive o ha vincoli, cioè in cui una persona lavora o studia. E dunque per poter usufruire del roaming a tariffa nazionale quando si viaggia all’interno dell’Unione «occorre trascorrere più tempo o utilizzare più spesso il telefono cellulare nel proprio Paese che all’estero». È quello che la Ue definisce un «uso corretto dei servizi di roaming». Se invece la sim viene usata all’estero in modo permanente, allora l’operatore potrebbe applicare tariffe aggiuntive di roaming ma pur sempre con dei massimali. Oltre un volume «ragionevolmente elevato» di roaming dati a tariffa nazionale, potrebbe essere applicato un sovrapprezzo pari al massimale previsto per i prezzi all’ingrosso in tutta la Ue (il prezzo massimo che l’operatore nazionale deve pagare a quello estero quando vengono usati i servizi di roaming dati): per il 2017 7,70 euro per GB di dati (Iva esclusa).

In più gli operatori possono intervenire in caso di abuso dimostrato, come l’acquisto di sim in Paesi in cui le tariffe sono inferiori per usarli in quelli più cari. Il vicepresidente della Commissione con delega all’Agenda digitale, Andrus Ansip, ha spiegato che «esperti della Commissione, regolatori nazionali e associazioni di consumatori stanno controllando attentamente gli sviluppi del mercato in tutti i Paesi» e che nessuna società in Europa «ha motivo di usare la fine del roaming come scusa per aumentare i prezzi».

Francesca Basso

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa