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Telefonate dall’estero addio alle tariffe extra ma attenti alle trappole

Guardare un filmato su YouTube, chattare su WhatsApp o Telegram. Dalla mezzanotte del 14 giugno, tra poche ore, saremo liberi di fare all’estero quello che facciamo in Italia con il nostro smartphone o con il tablet. La navigazione in Internet via cellulare – fino ad oggi costosissima – dal 15 giugno sarà un’attività praticabile e con rischi contenuti mentre viaggiamo in un altro Paese dell’Ue. Il merito è del regolamento europeo sul roaming che – da domani notte – creerà un mercato unico della telefonia mobile, sia pure con alcune importanti limitazioni. Spetterà al Garante per le Comunicazioni, l’AgCom, verificare che il meccanismo funzioni per davvero e che i consumatori ricevano tutti i vantaggi promessi.

Un esame di 4 mesi
I vantaggi del mercato unico della telefonia saranno validi – dice il regolamento europeo 2286 del 2016 – «per i soli viaggi occasionali ». Un soggiorno breve – per vacanza o studio, per lavoro o motivi di salute – non dovrebbe riservarci sorprese. In questo periodo, la navigazione con lo smartphone avrà gli stessi costi che sopportiamo in Italia. Ma le società di telefonia – attenzione daranno la caccia a persone che utilizzano stabilmente una sim italiana all’estero. Condotta illegittima e «abusiva». Se questi clienti avranno toccato punte di consumo «anomalo» in almeno 4 mesi, entro due settimane saranno invitate a cambiare rotta. Altrimenti, la società di telefonia potrà applicare un sovrapprezzo «a tutti i servizi». Saranno le stesse società di telefonia a decidere alcuni degli «indicatori oggettivi» per distinguere il viaggiatore corretto (all’estero in modo occasionale) da quello sleale (all’estero in pianta stabile). Se questo indicatori risulteranno severi o furbeschi, il nostro Garante (l’AgCom) potrà contestarli.

Tetti al traffico illimitato
Sempre le società di telefonia apriranno non due ma mille occhi su una speciale categoria di cliente, che è quello forte di un pacchetto nazionale con traffico illimitato. Queste persone scaricherebbero sulle società di telefonia costi altissimi se si mettessero a guardare decine di film all’estero grazie al loro traffico italiano senza limiti e condizioni. La soluzione? Mentre sono in giro per l’Europa, semplicemente non potranno navigare in Rete in modo libero e illimitato: avranno un tetto. Disporranno ad esempio di massimo 2,5 giga di traffico ogni 4 settimane se pagano 10 euro per il loro pacchetto. Superati questi 2,5 giga, la persona pagherà il consumo che via via aggiunge (con una tariffa massima di 0,0077 euro per ogni mega di traffico in più).

I problemi dei piccoli
Entrano in questa nuova stagione molte società di telefonia italiane. Wind-Tre ha proposto la tariffa Easy Europe in anticipo, il 24 aprile. Vodafone si è mossa a maggio con il pacchetto Euroaming. Tim si è allineata ieri, comunque in tempo.
Anche gli operatori più piccoli hanno messo in piedi le loro offerte, sia pure a denti stretti. Privi di una propria rete di ripetitori, i “piccoli” sopportano una struttura di costi molto più pesante dei grossi. Per questo società come Fastweb – da lodare per la chiarezza dei suoi pacchetti per viaggiatori – possono offrire ai clienti una quantità di giga lievemente inferiore a quella in realtà dovuta in base al regolamento europeo. La richiesta di deroga sulle quantità è oggetto di esame da parte dell’AgCom.

Aldo Fontanarosa

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