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Telecom vola in Borsa, faro Consob

La Consob finora non era intervenuta di fronte alle indiscrezioni su ipotesi di fusione tra Telecom e 3 Italia, perchè non si erano registrate anomalie nell’andamento del titolo. Ma ieri è successo, per una nota dell’agenzia Bloomberg che è stata malintepretata e la rettifica è arrivata quando il titolo della compagnia telefonica presieduta da Franco Bernabè aveva già spiccato il volo, chiudendo la seduta in progresso del 7,8% a 0,578 euro. In particolare la prima formulazione del testo d’agenzia sembrava suggerire la conferma da parte di Telecom che l’ipotesi sarebbe stata discussa nel prossimo consiglio dell’11 aprile. In realtà – e in questo senso è arrivata poi la rettifica – è che dell’ipotesi si parla sul mercato a seguito di indiscrezioni di stampa, ma Telecom non commenta le voci. Consob ha rilevato l’anomalia dell’andamento del titolo – le quotazioni hanno fatto un balzo dopo le 17 oltre passando nel giro di dieci minuti da 0,55 a 0,58 euro –, ha ricostruito quanto successo in tempo reale e ora sta valutando la situazione.
Di fatto, a quanto risulta a Il Sole-24 Ore, è inevitabile che il tema sarà toccato nel corso del board ordinario convocato per fare il punto sull’andamento del business. Tuttavia, diversamente dal caso Sawiris – che aveva inviato una lettera che il presidente aveva presentato in consiglio – in questo caso non c’è alcun documento formale nè nulla di concreto. Un interesse a guardarsi intorno da parte di Telecom – Bernabè ha più volte ribadito che un consolidamento del mercato dovrà esserci – c’è e 3 Italia è un dossier che gira da tempo nel settore. La società del gruppo Hutchinson-Whampoa sta in realtà parlando con tutti, lo avrebbe fatto con Vodafone, ora con Wind e avrebbe avuto contatti anche con Telecom Italia. In generale, dunque, l’interesse ci sarebbe per gli asset di 3 e cioè per il 10% di quota di mercato nella telefonia mobile in Italia, per le frequenze e le infrastrutture, ma bisognerebbe verificare le condizioni. Anche la rete di fibra ottica di Metroweb avrebbe avuto senso per Telecom in chiave di consolidamento, ma Telecom non era disposta a pagare il prezzo offerto poi dal fondo F2i di Vito Gamberale che se l’era aggiudicata. È totalmente da escludere comunque che possa essere esaminata un’ipotesi di aggregazione che porti come risultato lo scambio tra 3 Italia e un quinto del capitale ordinario di Telecom. Ma, appunto, al momento non ci sarebbe nulla di concreto di cui discutere.
È comunque probabile che, a fronte delle indiscrezioni filtrate in questi giorni, i consiglieri chiedano chiarimenti al management. Resta il fatto che l’andamento erratico di Telecom in Borsa – al rialzo su ipotesi non ben definite di consolidamento, al ribasso per report che di punto in bianco dimezzano i target – rivelano una certa ipersensibilità del titolo, che riflette anche il nervosismo per una situazione fluida dove l’azionariato potrebbe entrare in riassetto nella prospettiva di qualche mese.

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