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Telecom vola (+7%) nonostante Moody’s

Telecom assorbe il declassamento del debito a junk, “spazzatura”, con una sbandata iniziale subito recuperata in Borsa con una spettacolare fiammata, che ha finito per portare le quotazioni a 65 centesimi, +6,24% dal giorno prima. Dopo aver aperto in ribasso di oltre il 2%, il titolo viaggiava in progresso di circa il 5%, quando le agenzie hanno lanciato l’ipotesi di cessione di Tim Brasil e il rialzo è arrivato fino al 7%. «Non è in corso alcun processo formale o informale per la cessione della partecipazione in TIM Partecipaçoes», ha precisato poi in serata Telecom.
Nessuna spiegazione convince comunque del tutto per la ritrovata euforia su Telecom, il cui destino al momento è avvolto nella nebbia. La prima: Piazza Affari aveva già scontato il declassamento. Vero, ma il mercato obbligazionario (si veda altro articolo in pagina) sta prezzando tuttora i bond del gruppo a un livello di gran lunga inferiore al rating di Ba1 che Moody’s ha assegnato ieri con outlook negativo. Comunque non si giustificherebbe una reazione così entusiasta della Borsa, dove il titolo è stato addirittura sospeso per eccesso di rialzo.
La seconda: c’era molto scoperto. Vero, ma la grossa posizione short del magnate egiziano Naguib, che nel giro di una settimana è raddoppiata fino a interessare l’1,2% del capitale ordinario, non è stata chiusa. Comunque, osservano gli operatori, le ricoperture amplificano il movimento, ma non ne determinano la direzione. Il rialzo è stato sostenuto dagli acquisti, con volumi che ieri hanno interessato 316 milioni di pezzi (pari al 2,2% del capitale), il doppio rispetto al giorno prima.
La terza: la vendita di Tim Brasil. Chiaro che, in assenza di aumento di capitale, la cessione di Tim Participaçoes (la capitalizzazione di Borsa del 100% sfiora i 9 miliardi di euro) sarebbe l’unica operazione in grado di abbattere il debito, che viaggia intorno ai 40 miliardi. Ma pensare di spuntare dalla vendita del 67% detenuto da Telecom Italia una cifra di 9-10 miliardi di euro non è del tutto compatibile con la prospettiva di integrazione con Telefonica.
La quarta (e forse la più significativa): la presa di posizione di Blackrock. Il gigante dell’asset management Usa è salito al 5,123% di Telecom, superando la soglia rilevante il 1° ottobre. Un atto di fiducia sulle prospettive del titolo che contraddice la scommessa al ribasso, iniziata lo stesso giorno (sempre il 1° ottobre) da Sawiris. Che Telecom sia sottovalutata in Borsa è un dato di fatto, ma il recupero o meno della sottovalutazione dipende da cosa succederà al gruppo.
E questo è tutt’altro che chiaro. Lo scenario a breve non indurrebbe all’ottimismo. O avanza l’opzione di integrazione con Telefonica e allora il Brasile verrà sacrificato, concentrando gli sforzi sul recupero del mercato domestico che resterà l’unico ambito di attività. Oppure, temono gli operatori, tornerà d’attualità l’aumento di capitale che sembrava scongiurato. Scenari che contrastano, appunto, con il fermento del titolo, che da inizio settembre ha guadagnato in Borsa il 23% (passando da 53 a 65 centesimi) tra scambi che complessivamente hanno visto passare di mano più del 50% del capitale. La Consob, secondo quanto riferito dall’agenzia Radiocor (gruppo Il Sole-24Ore), ha ascoltato nei giorni scorsi i manager di Telefonica per avere delucidazioni sugli accordi stipulati in Telco, che, a partire da gennaio, assegnano agli spagnoli la facoltà, ma non l’obbligo, di salire al 100% della holding pagando ai soci italiani il prezzo di 1,1 euro per azione Telecom. Allo stesso tempo, Telefonica si riserva di fare marcia indietro in caso di limitazioni o impedimenti da parte di qualsivoglia autorità, sia in Sudamerica, sia in Italia.
Mentre il quadro è ancora confuso, il non facile compito per l’ad di Telecom, Marco Patuano, è mettere a punto il piano industriale in tempo per il consiglio del 7 novembre. Tra le azioni in cantiere c’è anche il modo di risparmiare sulla rete. Il capo dell’infrastruttura, Roberto Opilio, ieri era a Madrid per studiare il modello Telefonica.

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