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Telecom, vicina la vendita dell’Argentina

Fintech è pronta a lanciare l’Opa obbligatoria su Telecom Argentina. Ieri la società di David Martinez ha presentato i documenti per l’offerta presso l’autorità di controllo del mercato di Buenos Aires. Segnale che il gruppo dell’investitore messicano attende in tempi stretti (massimo cinque giorni) il semaforo verde per l’acquisto da Telecom Italia del 51% di Sofora.
L’offerta, che verrà promossa a un prezzo di 46 pesos a titolo (circa 2,72 euro) e che interesserà solo le azioni di categoria B (circa il 45% del capitale in circolazione), è infatti vincolata al buon esito del passaggio della quota. Da qualche giorno circolavano rumor circa un imminente via libera da parte dell’Autorità delle telecomunicazioni all’operazione. Dopo che, lo scorso autunno, la stessa Authority aveva bloccato la transazione. Ora, il quadro sarebbe mutato. Complice il fatto, forse, che lo scorso dicembre la vecchia Aftic, l’autorità delle tlc, è stata fatta confluire nella Afsca per la creazione di un unico Ente nazionale delle comunicazioni. Riassetto che ha portato a un cambio al vertice e a un nuovo esame del deal il cui risultato, ci si aspetta positivo, dovrebbe emergere a stretto giro. E, una volta incassato l’ok, Fintech e Telecom Italia potranno finalmente firmare il closing della cessione. La transazione è nata ancora nel novembre 2013 ed è valida fino al 29 aprile 2017. All’epoca venne concordata la vendita del 68% di Sofora per 960 milioni di dollari. Un primo 17% è passato di mano nel 2014 ma allo stato la transazione avrebbe fruttato alle casse di Telecom Italia circa 330 milioni di dollari. Mancano dunque all’appello ancora 630 milioni di dollari che, come è scritto nel comunicato di presentazione del business plan al 2018, andranno a concorre alla riduzione del debito che a fine periodo dovrebbe essere pari a tre volte l’ebitda. Questo grazie ai benefici che arriveranno dal convertendo (1,3 miliardi), dagli Ias (2 miliardi) e da ulteriori 1,5 miliardi che verranno stanziati complessivamente in tre anni. Di questi 1,5 miliardi parte arriverà dunque dalla valorizzazione del restante 51% di Sofora. La cifra, tuttavia, potrebbe essere infine ben più rotonda. E questo perché, come è noto, Telecom ha avviato anche la cessione di Inwit. Giusto ieri Radiocor Plus segnalava che uno dei temi cruciali in vista della vendita dell’asset è il fatto che potrà scattare il rinnovo automatico fino al 2031 per il contratto di servizio tra Inwit e la controllante in caso di passaggio di mano delle società delle torri. Detto ciò, dalla valorizzazione la compagnia telefonica si aspetta un incasso compreso tra gli 800 e i 900 milioni di euro che, abbinati a Sofora, potrebbero voler dire un contributo complessivo alla riduzione del debito di 1,3-1,5 miliardi di euro. Il tema dell’esposizione, d’altra parte, continua a essere un nodo chiave per le dinamiche future della società. Giusto ieri il vicesegretario generale della presidenza del Consiglio Raffaele Tiscar si è espresso così, durante un incontro organizzato al Parlamento Europeo: «L’elevato» indebitamento di Telecom Italia, costituisce, pur essendo un’eredità del passato, «un handicap», un «fardello» per l’Italia, perché ne frena la capacità di investire.
Telecom ha previsto nel nuovo piano 6,7 miliardi di investimenti destinati all’innovazione, di cui 3,6 miliardi per la rete. Certamente, senza un debito di 27,3 miliardi, l’impegno sarebbe potuto essere più elevato. Ma in quest’ottica, la prossima chiusura dell’operazione in Argentina potrebbe rivelarsi un segnale positivo. E per il buon esito della transazione gioca sicuramente a favore il colpo d’acceleratore impresso da Fintech con il deposito dei documenti d’offerta. Oggi Sofora ha il 78,3% di Nortel che, a sua volta controlla il 54,7% di Telecom Argentina. L’Opa, come è detto, verrà promossa sul flottante pari al 45% del capitale. Si vedrà con che esito ma di certo ogni azione andrà ad arrotondare il pacchetto già assai rilevante sul quale potrà contare la società di David Martinez una volta incrementata la partecipazione al 68% di Sofora (oggi è al 17%). Il restante 32% è ancora nelle mani della famiglia Werthein.
Ieri, fine, il titolo Telecom ha chiuso le contrattazioni in discesa del 2,36% a 0,867 euro.

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