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Telecom, verso un board più snello

Il cda scenderà da 17 a 16 membri senza cooptazione – La scommessa sulla conversione delle rnc
La Borsa ragiona sul cambio al vertice di Telecom Italia e sui riflessi che la nomina di Flavio Cattaneo potrà avere sulla strategia del gruppo telefonico. E c’è chi, tra gli addetti ai lavori, non esclude una riapertura del dossier della conversione delle azioni di risparmio.
Il cda scende a 16
Il giorno dopo l’ufficializzazione del nuovo vertice di Telecom Italia le azioni del gruppo tlc non hanno registrato forti scossoni e hanno chiuso in ribasso dello 0,63% in un mercato che ha perso più del doppio. La nomina del manager di Ntv era infatti ampiamente scontata dal mercato. Tecnicamente Cattaneo riceverà ufficialmente l’incarico il 12 aprile in occasione dello Strategy Day di Telecom Italia. Per mantenere gli equilibri attuali nel board (Cattaneo è stato finora consigliere indipendente), l’orientamento sarebbe quello di non cooptare un nuovo consigliere, facendo scendere il numero dei consiglieri da 17 a 16.
La nuova Telecom, che nasce sotto il segno di Vincent Bollorè, sarà però guidata da «un tandem ben affiatato», come ha commentato il presidente Giuseppe Recchi che da questo giro di poltrone esce potenziato, con deleghe “pesanti” aggiungendo a quelle che già aveva la supervisione sulla security e su Sparkle e tutta l’area del brand. Proprio il presidente di Telecom Italia ieri ha dato un importante segnale di fiducia sul nuovo corso di Telecom Italia. Dal filing model di Borsa emerge che Recchi ha acquistato sul mercato 315mila titoli al prezzo unitario di 0,95 euro per un controvalore complessivo di quasi 300 mila euro.
La conversione delle rnc
Insomma, dopo diversi mesi di incertezze e tensioni, il mercato comunque giudica positivamente la sintonia ritrovata all’interno del board, punto chiave per centrare il mandato che Bolloré ha consegnato al nuovo vertice. Quello che i francesi vogliono è far uscire Telecom Italia dall’ombra dei competitor, fanalino di coda in Europa per fatturato e dare una sferzata ai risultati, passando attraverso efficienze ma anche sanando il nodo delle multe che nel 2015 hanno pesato per più di mezzo miliardo di euro. E per cominciare il manager, con il pieno appoggio del socio forte, ha il compito di affinare il piano industriale anche se, come aveva già anticipato Recchi, le linee guida non cambieranno.
Le principali case d’affari sostengono così che il nuovo assetto al vertice è da giudicare come una notizia positiva per Telecom Italia. Secondo Equita Sim, per esempio, il fatto che negli ultimi 2 anni Cattaneo «sia stato un attivo board member (indipendente) conforta sul fatto che abbia già maturato una elevata conoscenza dei temi rilevanti per Telecom Italia». Natixis osserva che la scelta di Cattaneo riflette l’influenza sempre più forte del gruppo francese Vivendi su Telecom Italia. Mediobanca infine che giudica positivamente l’arrivo di Cattaneo e osserva che potrebbe essere riaperto il dossier della conversione delle azioni di risparmio, operazione che comporta una semplificazione della struttura corporate e che sarebbe percepita in modo friendly dal mercato. Del resto – ricorda Mediobanca – «Cattaneo faceva parte del board che all’unanimità ha approvato la proposta di conversione a Novembre dello scorso anno». Progetto poi tramontato a causa dell’opposizione di Vivendi che in quella occasione aveva contestato i termini e le modalità. Il progetto di conversione, tuttavia, va nella direzione tracciata dai francesi. E cioè la ricerca di maggiori efficienze. Questo perché consente di semplificare la struttura, di incassare importanti risorse (nel progetto di fine Novembre si trattava di 600 milioni) e di creare valore considerando anche il “risparmio” del dividendo privilegiato. Senza contare che una struttura semplificata potrebbe facilitare il consolidamento cross-border. Insomma Vivendi, forse, potrebbe ora cambiare idea.

Marigia Mangano

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