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Telecom, verifica su 3 e scorporo della rete

Telecom rilancia il progetto di scorporo della rete e contemporaneamente esamina la strada dell’integrazione con 3 Italia. Ma il consiglio di ieri, durato più di sei ore, non è stato una passeggiata. La riunione, inizialmente convocata per fare il punto sull’andamento del business – un appuntamento di routine prima dell’assemblea annuale che si terrà mercoledì prossimo – è poi diventata l’occasione per discutere per la prima volta in sede istituzionale la proposta di integrazione con 3 Italia.
Il gruppo che fa capo al magnate di Hong Kong Li Ka Shing, dopo un primo approccio qualche mese fa con i soci italiani di Telco per sondarne l’intenzione a vendere, si è poi fatto avanti con Telecom alla quale ha presentato un documento di lavoro con un percorso che, nelle sue intenzioni, dovrebbe portare H3G a diventare il nuovo azionista di riferimento dell’incumbent tricolore, condizione sine qua non per conferire il quarto operatore mobile italiano. «Il management – ha precisato una nota Telecom al termine del cda – ha riferito dei contatti preliminari intervenuti con 3 Italia e il suo azionista di controllo Hutchison Whampoa relativi a un percorso di integrazione di 3 Italia in Telecom Italia, eventualmente mediante conferimento o fusione per incorporazione, che il gruppo Hutchison Whampoa ha condizionato, tra l’altro, all’acquisizione di un’ulteriore quota azionaria in Telecom Italia, tale da farne l’azionista di riferimento della società».
Poichè la proposta cinese coinvolge anche il piano dell’azionariato – e il consiglio deve rappresentare tutto l’azionariato – è stato deciso – su suggerimento del presidente Generali Gabriele Galateri – di istituire un comitato che affianchi il presidente esecutivo Franco Bernabè per un breve mandato esplorativo, non più di un paio di settimane, al fine di valutare se ci sono le condizioni minime che giustifichino l’interesse di Telecom a intavolare una trattativa. Del comitato, presieduto da Bernabè, faranno parte Galateri per il primo azionista italiano, Julio Linares per il socio estero Telefonica, il presidente del comitato controlli interni Elio Catania (indipendente in quota Intesa-Sanpaolo) e il consigliere indipendente espresso dal mercato Luigi Zingales. In questa fase sia Mediobanca, sia Intesa – i soci bancari di Telco – non hanno voluto essere coinvolti direttamente.
Toccherà quindi al comitato valutare se ci sono i presupposti per avviare una trattativa e cioè: stabilire quanto vale 3 Italia, il senso industriale dell’operazione, quanto varrebbe il concambio con Telecom Italia, perchè è evidente che non potrebbero essere le quotazioni di Borsa, sacrificate e a sconto sui multipli, il riferimento e neppure potrebbe essere un riferimento il prezzo di carico di Telco.
Contemporaneamente – e qui la proposta è stata rilanciata da Bernabè – Telecom ha ribadito di voler andare nella direzione dello scorporo della rete, indipendentemente dalle trattative con Cdp (che in questo momento è in fase di rinnovo dei vertici). Il consiglio ha chiesto al management di formulare una valutazione economica del tratto di rete che si vorrebbe conferire alla newco che ancora non è stata presentata al board e ha quindi «deliberato di dare mandato al management a definire il percorso operativo di fattibilità per la separazione della rete di accesso». Di fatto, lo scorporo della rete sgancerebbe potenzialmente dal perimetro la parte più “sensibile” degli asset, ma questo, a quanto risulta, non scoraggerebbe l’interesse di H3G.
L’ipotesi 3 vede comunque freddi gli azionisti Telco (si veda altro pezzo in pagina), compresa Telefonica che ieri era rappresentata in consiglio dal presidente Cesar Alierta e da Julio Linares. Da parte degli esponenti spagnoli si è registrato un intervento molto critico sull’andamento dell’azienda e in particolare sul trend dell’Ebitda, mentre la posizione su 3 Italia resta scettica, considerato che il quarto operatore mobile continua a bruciare cassa e non ha mai chiuso un bilancio in utile.

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