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Telecom vaglia le opzioni sulla rete e il ruolo di Cdp

Tante partite aperte, ma è improbabile che oggi, alla maratona consiliare che inizia in mattinata in Telecom, si possa mettere su alcuna la parola fine. Tranne che per lo scontato no all’offerta di Naguib Sawiris, che si è chiamato fuori da sè quando ha proposto di partecipare a un aumento di capitale ai prezzi di mercato, inaccettabile per la compagine Telco.
La questione più delicata resta quella della rete. Assodato che l’obiettivo dei benefici regolamentari prospettati dalla Ue si può centrare anche facendo evolvere Open Access per assicurare l’equivalence of input (il trattamento paritario di tutti gli operatori), è logico ipotizzare che la questione da dibattere sia se per lo sviluppo della rete di nuova generazione Telecom debba andare avanti da sola oppure se sia opportuno avvalersi della disponibilità mostrata dalla Cdp per accelerare gli investimenti. Finora con la Cassa si è discusso intorno all’ipotesi di scorporo societario della rete, dal momento che Cdp, tramite il suo fondo Fsi, può stanziare anche capitali di rischio in infrastrutture. Ma i contatti preliminari su questo schema hanno evidenziato più di una divergenza (la valutazione dell’asset, la governance) e comunque l’eventuale scorporo della rete sarebbe il mezzo, pur laborioso, non certo il fine. Chiudere la porta a Cdp non pare però sensato. Così dalla riunione del consiglio potrebbe uscire l’orientamento a proseguire le trattative con la Cassa se si ritiene utile il fine di accelerare gli investimenti in banda ultralarga.
In un’intervista a «Les Echos» il presidente esecutivo Franco Bernabè ha fatto però riferimento al modello Open Reach (non uno scorporo societario, ma una separazione funzionale della rete d’accesso) che ha permesso a British Telecom, per la prima volta tra gli ex monopolisti, di invertire la tendenza all’erosione dei ricavi e di accelerare nel contempo gli investimenti in fibra ottica. Per questo, ha sottolineato Bernabè, quella di BT è «un’esperienza degna di interesse».
Da parte sua il presidente della Cdp, Franco Bassanini, è tornato a ribadire la disponibilità a un intervento: «Se si devono fare investimenti nuovi occorre che accanto alle società di telecomunicazioni ci siano investitori di lungo termine che sono sempre più rari». «Le banche non sono in grado, sia per la situazione del sistema bancario, sia in vista delle regole Basilea 3 – ha aggiunto – Occorre allora creare una sinergia virtuosa e una collaborazione tra i pochi investitori di lungo termine, la Cassa è uno di questi, e gli operatori di tlc. Si può cercare inoltre di attirare gli investitori stranieri, come ad esempio i fondi pensione». Peraltro il commissario Agcom, Maurizio Decina, ha anticipato che l’Authority potrebbe muoversi verso un modello di remunerazione basato sul Rab (regulated asset base), come avviene nel campo dell’energia. I piccoli azionisti riuniti nell’Asati hanno sollecitato invece il Governo a interessarsi del futuro della rete anche per le sue implicazioni occupazionali e di sviluppo del Paese.
Altra questione da affrontare in consiglio sarà il da farsi su Ti Media. Le offerte pervenute – da parte del tandem di private equity Clessidra-Equinox e da Cairo, alle quali potrebbe forse aggiungersi un’ulteriore proposta da parte di H3g – sono abbondantemente al di sotto delle valutazioni, per quanto anomale, espresse dalla Borsa. A settembre Bernabè aveva messo le mani avanti dicendo che Telecom non era disposta a vendere a qualsiasi prezzo, ma la tv, in rosso cronico, non è più considerata core business. Non è escluso perciò che si vada a un supplemento d’indagine.
Sulla questione Gvt, Telecom resta per ora alla finestra. Ha rinunciato a presentare un’offerta non vincolante «per motivi evidenti di valutazione», come ha spiegato Bernabè nell’intervista al quotidiano francese, dal momento che le pretese iniziali di Vivendi erano sopra i 7 miliardi. Lo sviluppo in Brasile resta in stand-by in attesa delle strategie che saranno meglio messe a fuoco nel piano industriale del gruppo che dovrebbe essere presentato a febbraio.

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