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Telecom, un altro rinvio per «La 7»

La vendita di La7 è di nuovo rinviata. Il consiglio di Telecom Italia che ieri avrebbe dovuto scegliere tra le offerte presentate da Clessidra, Cairo Communication e quella spuntata due giorni fa all’improvviso da Europa 7, ha rimandato la decisione. «L’argomento non è stato neanche trattato per motivi di tempo, non abbiamo finito l’agenda» ha spiegato il consigliere Tarak Ben Ammar lasciando la sede del gruppo telefonico al termine della riunione.
All’ordine del giorno c’era, oltre al dossier sulla vendita delle attività televisive, l’esame del preconsuntivo 2012 e l’aggiornamento del piano industriale che questa mattina sarà illustrato agli analisti finanziari insieme ai dati preliminari di bilancio. Secondo le anticipazioni degli analisti l’attesa è per un nuovo giro di tagli e risparmi. La riunione è durata oltre sei ore ma, come ha detto Ben Ammar, non c’è stato tempo per affrontare il tema La7. Che ci potesse essere un rinvio era stato ipotizzato nei giorni scorsi da più parti. Qualcuno aveva letto l’arrivo a sorpresa dell’offerta di Europa 7 come un segnale in tal senso. La società di Francesco Di Stefano, tuttavia, con un fatturato nel 2011 di 300 milioni e perdite per 4,4 miliardi, non sembra avere la forza per riaprire la partita. Che però, di fatto, resta aperta.
I soci di Telco stanno spingendo da tempo perché Telecom chiuda l’avventura televisiva, da sempre in perdita. Anche il 2012 è finito in rosso. Ieri sono stati diffusi i dati preliminari che indicano per la tv di Telecom Italia Media un calo del fatturato del 6,7%, un margine operativo negativo per 44 milioni e un raddoppio del debito a 260 milioni di euro. Il perché i soci vogliano vendere è facile da comprendere. Il presidente di Telecom, Franco Bernabè, tuttavia, ha sempre ripetuto che non avrebbe svenduto e, a quanto si è saputo, le offerte di Clessidra e Cairo non sarebbero così allettanti. Entrambi hanno posto delle condizioni che di fatto lascerebbero in capo a Telecom alcuni dei problemi di La7. Cairo, che vorrebbe rilevare solo la tv lasciando a Bernabè i multiplex per il digitale, ha chiesto anche una «dote», oltre a meno personale e meno debiti, cercando così di blindare il conto economico del 2013.
Il dossier sarà discusso alla prossima riunione del consiglio. In agenda c’è già segnata la data del 7 marzo in cui il board deve approvare il bilancio 2012. Viste le pressioni è possibile che la riunione si tenga prima. Il consiglio potrebbe tornare a riunirsi già la prossima settimana, forse venerdì, per cercare di chiudere il capitolo televisione.

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