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Telecom torna all’utile e lancia bond

Telecom Italia si finanzia fino a 2 miliardi e si prepara a ridurre i poteri dell’azionista di maggioranza Telco in consiglio di amministrazione. Il tutto mentre Vodafone Italia firma una lettera d’intenti con il fondo F2i per promuovere la banda ultra larga, nell’ambito del piano nazionale governativo, attraverso il veicolo già esistente Metroweb Sviluppo.
Telecom ha annunciato l’emissione di un’obbligazione convertibile, il cui collocamento è partito ieri per concludersi questa mattina, riservata a investitori istituzionali. Un’operazione per certi aspetti analoga a quella con cui, a fine 2013, era stato piazzato tra investitori istituzionali il bond – in quel caso “convertendo”, da trasformare cioè obbligatoriamente in azioni – da 1,3 miliardi che tanto aveva fatto arrabbiare l’azionista Marco Fossati, che si era lamentato di non essere stato contattato. Ora Telecom emette un prestito obbligazionario convertibile in azioni, di durata settennale, fino a 2 miliardi e con una cedola fissa compresa tra lo 0,875% e il 1,375% annuo. Il prezzo di conversione iniziale sarà fissato applicando un premio del 70% alla quotazione media di Borsa di oggi delle azioni (sulla chiusura di ieri circa 1,8 euro). In questo modo, la società guidata da Marco Patuano sfrutta i tassi di interesse ai minimi per finanziarsi e scommette su un innalzamento dei prezzi di Borsa tale da rendere per l’obbligazionista appetibile la conversione in azioni. In questo modo, il bond potrà trasformarsi in capitale fino a 2 miliardi. Ecco perché Telecom convocherà un’assemblea straordinaria entro il 30 giugno per l’ok a un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione a servizio del bond. Intanto, l’obbligazione, da quanto si apprende, ieri sera risultava già prenotata per l’intero ammontare massimo di 2 miliardi.
Sempre ieri, la società della telefonia ha annunciato di aver chiuso il 2014 con un utile netto di 1,3 miliardi, in linea con le attese degli analisti e soprattutto segnando il ritorno al profitto dopo tre anni di perdite. I risultati saranno approvati dall’assemblea del 20 maggio, che dovrà anche a deliberare sulla proposta di modifica dello statuto per attribuire i 2/3 dei posti in cda dagli attuali 4/5 alla lista di maggioranza. Una regola che, al pari del convertendo, tanti malumori aveva creato tra i soci Telecom l’anno scorso. Oggi probabilmente alimenta meno polemiche per via dell’imminente scioglimento della controllante Telco, partecipata da Intesa Sanpaolo, Generali, Telefonica (che sta per passare la mano a Vivendi) e Mediobanca. Intanto, il mercato si interroga sulle contromosse di Telecom sul dossier Metroweb, dopo che ieri Vodafone, con la lettera d’intenti siglata con F2i, ha di fatto aperto le trattative per mettere un piede nel veicolo individuato dal fondo per sviluppare la fibra ottica nel paese.
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