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Telecom-Telefonica, pressing sul merger

Il riassetto di Telecom Italia continua a tenere banco in Borsa, mentre si rincorrono le voci di contatti in corso tra i soci Telco e i big del settore, da AT&T a Naguib Sawiris. Ieri le azioni del gruppo telefonico, ormai da giorni ben comprate in Borsa, hanno messo a segno la migliore performance del Ftse Mib registrando un balzo dell’8,39% a 0,607 euro, questo dopo aver toccato un massimo di giornata a 0,614 euro ed essere state sospese per eccesso di rialzo. Per gli scambi è stato boom, con oltre 555 milioni di titoli passati di mano, a fronte di una media dell’ultimo mese di 106 milioni. In pratica è passato di mano il 4% del capitale dell’operatore tlc.
Insomma, dopo la pausa della vigilia (-0,56%), i titoli Telecom sono tornati a salire, spinti dalle speculazioni su un coinvolgimento dell’operatore nel risiko mondiale del settore. Gli occhi sono puntati sul consiglio di amministrazione di Telecom Italia del 19 settembre. Indiscrezioni, come già riportato da Il Sole 24 Ore, riferiscono che il numero uno di Telecom Italia Franco Bernabè è pronto a giocarsi la carta dell’aumento di capitale riservato all’ingresso di un nuovo socio. L’entità è tutta da verificare, ma alcune fonti riferiscono che la soglia minima si aggira intorno ai 3 miliardi. Del resto Bernabè ormai da tempo ha comunicato ai grandi soci di Telecom Italia, rappresentati da Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Telefonica e Generali, che il gruppo ha bisogno in tempi stretti di una ricapitalizzazione. Tanto che, si racconta, il presidente dell’operatore tlc prima dell’estate era orientato a spingere per una ricapitalizzazione aperta al mercato. Proprio le perplessità degli azionisti, che finora hanno perso diversi miliardi di euro nell’avventura tlc e la vicina scadenza del patto Telco, avrebbero portato Bernabè a raddrizzare il tiro, concentrandosi su un’operazione riservata all’ingresso di un nuovo socio. «È incomprensibile che in questo periodo sui giornali si facciano le ipotesi più disparate su quello che potrebbe avvenire in Telecom Italia, ma se c’é qualcosa da decidere ciò sarà discusso nel consiglio a partire dal 19 settembre», ha detto ieri Bernabé da Bruxelles, evitando di commentare un eventuale ingresso dell’imprenditore egiziano Sawiris, ipotesi che circola da diversi giorni. La carta Sawiris, secondo indiscrezioni, è una delle tante che il presidente e i soci di riferimento di Telco starebbero vagliando. Tra i dossier, non sarebbe infatti tramontato quello su H3g, così come gruppi come At&T e America Movil di Carlos Slim sarebbero in contatto con i soci Telco. Con esiti ancora tutti da verificare.
I tempi però sono stretti. E l’unica certezza è che c’è una condivisione tra tutti i soci Telco che lo status quo del veicolo a cui fa capo il 22,4% di Telecom Italia deve cambiare. Tra poche settimane, infatti, e con la precisione a fine mese, si avrà una chiara fotografia degli assetti di Telco, dato che Mediobanca e Generali sono pronte a dare disdetta, mentre più cauta è Intesa Sanpaolo che starebbe seguendo gli sviluppi della partita prima di prendere una decisione definitiva. Resta il punto interrogativo su cosa vorrà fare Telefonica. In proposito, fonti autorevoli riferiscono che l’unica vera alternativa alla carta dell’aumento di capitale riservato, sarebbe la fusione con Telefonica. Tale operazione sarebbe allo stato attuale l’ipotesi più verosimile per il futuro di Telecom, oltre a rappresentare da un lato la naturale evoluzione di una alleanza azionaria che dura ormai da tempo e dall’altro la scelta industriale più facile da far passare a livello politico. Non a caso l’operazione sarebbe stata già valutata in passato. «Credo che Telefonica debba prendersi le sue responsabilità e decidere quale ruolo assumere all’interno dell’azionariato di Telecom Italia: o esce, lasciando il passo ad altri attori industriali del settore o aumenta la sua quota e si fonde con Telecom, affrontando tutti i temi collegati a partire dal Sud-America», ha osservato Marco Fossati, azionista al 5% di Telecom.

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