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«Telecom sulla rete va avanti da sola»

Telecom Italia balla da sola sulla rete di nuova generazione. «Non ci sono ipotesi di percorsi societari con altri operatori sulla rete. Noi andiamo avanti da soli» ha detto ieri l’amministratore delegato, Marco Patuano. Affermazioni non certo lanciate a caso: Franco Bassanini, presidente sia di Cdp che di Metroweb, avrebbe sondato negli ultimi giorni la disponibilità di Vodafone e Wind a investire sulla nuova rete anche se non necessariamente con Metroweb. Il veicolo potrebbe essere una newco costituita ad hoc. Sia il numero uno di Vodafone Italia, Aldo Bisio, che quello di Wind, Maximo Ibarra, hanno pubblicamente manifestato la disponibilità a collaborare in cambio della garanzia di una governance senza Telecom al 51%. Proprio quella che Patuano e Giuseppe Recchi, il presidente del gruppo, considerano conditio sine qua non. 
Il governo lancia segnali conciliatori dopo il blitz, rientrato, sullo switch off , l’obbligo cioè per l’ex monopolista di abbandonare il vecchio rame. «Da solo il pubblico non ce la fa. Rivolgo un appello a tutti perché ciascuno sia protagonista di questo passaggio» ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli. E ha aggiunto: il piano sulla banda larga «si basa sulla collaborazione tra pubblico e privato e senza questa collaborazione il sistema non riuscirà a colmare il ritardo». «Alla chiamata di Giacomelli — ha comunque detto Patuano — mi sento di dire che Telecom Italia c’è e ci sarà e risponderà in una logica di sistema».
Il sottotitolo è chiaro: trattative in corso.
D’altra parte anche il governo Renzi, nonostante i calumet della pace pubblici, lavora per portare a casa la partita. Oltre al decreto che dovrebbe far rientrare dalla finestra una versione calmierata dello switch off (trasformato da «malox», com’era nella prima versione, a poco più di un’«aspirina» sotto forma di incentivi alla migrazione verso la fibra ottica) in cantiere c’è il decreto sugli scavi al quale ha lavorato anche l’associazione Iatt Di Paolo Trombetti e che dovrebbe semplificare il percorso autorizzativo in città per le mini trincee, una tecnica che riduce i lavori per la posa della fibra ottica.
Inoltre, come ha sottolineato lo stesso Patuano ieri, resta da vedere cosa ci sarà nei decreti attuativi del piano da 6 miliardi del governo sulla banda ultralarga. Tanto per far capire la propria posizione Telecom sempre ieri ha sponsorizzato «il servizio a 50 megabit al secondo basato sulla rete in fibra ottica realizzata in architettura Fttc (fibra solo fino agli armadi, ndr) con il vectoring», quella che il governo considera una soluzione insoddisfacente e che anche l’Agcom ha messo sotto la lente: funziona bene, infatti, solo se c’è un unico operatore collegato. Tema che pone non pochi problemi regolatori e di apertura di mercato.

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