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Telecom stringe sull’Argentina per conquistare la brasiliana Oi E Vodafone punta Fastweb

Telecom trova una soluzione per sbloccare la delicata vendita di Telecom Argentina e libera nuove risorse da investire in Brasile per sostenere la crescita della controllata Tim Partecipacoes. Mentre in Italia, Vodafone prova un’altra volta a conquistare Fastweb per rispondere così alla mossa dell’ex monopolista che starebbe preparando un’offerta per Metroweb.

In queste ore l’ad di Telecom Marco Patuano sta mettendo a punto gli ultimi dettagli di un accordo che punta a finalizzare la vendita del secondo operatore di Buenos Aires al finanziere messicano David Martinez. Dopo aver ricevuto dal cda del 26 settembre un mandato a intavolare una nuova trattativa, Patuano e il numero uno di Fintech avrebbero trovato un compromesso che prevede il passaggio immediato del 17% di Sofora, la scatola societaria che controlla l’operatore di Buenos Aires, per acquistare entro i prossimi 30 mesi anche il restante 50,1%. Fintech e Telecom non escludono che, in caso si palesassero nuovi ostacoli con le autorità locali, insieme i due soci di Sofora possano trovare un terzo compratore uscendo così dall’impasse che si andrebbe a creare sulla governance del primo socio di Telecom Argentina.
Questa soluzione permetterebbe a Telecom Italia di incassare subito da Fintech un’altra parte dei 960 milioni di dollari pattuiti per il controllo del gruppo telefonico, e di essere anche garantita da una penale nel caso in cui per motivi indipendenti da Martinez l’operazione non potesse essere conclusa entro due anni e mezzo. Questa penale è stata quantificata in 150 milioni di dollari e servirebbe a garantire a Telecom “un adeguato ristoro” per mancato guadagno nel caso in cui Fintech non potesse tenere fede agli impegni presi con il gruppo italiano. Risultato finale: tra 109 milioni di dollari già incassati nel dicembre 2013, la cessione del 17% di Sofora e l’eventuale penale, Patuano si sarebbe assicurato un incasso certo pari a circa la metà dei 960 milioni di dollari pattuiti quasi un anno fa, restando per i prossimi 30 mesi socio al 50% della scatola che controlla Telecom Argentina.
Le risorse che saranno incassate dalla vendita del 17% di Sofora verrebbero subito reinvestite in Brasile, dove Telecom vuole accelerare sui servizi di quarta generazione. Questo non significa che dopo il mancato acquisto di Gvt la società non sia interessata a esplorare anche nuove operazioni straordinarie come una fusione carta contro carta con il quarto operatore locale Oi. Tuttavia, dopo essere convolata a nozze con Portugal Telecom e aver portato a termine un aumento di capitale per procedere al matrimonio con l’ex monopolista di Lisbona, il gruppo carioca avrebbe comunque troppi debiti e una rete in rame da ammodernare con ingenti investimenti per potersi permettere acquisizioni di peso. Di qui la necessità di vendere alcuni asset tra cui la quota di controllo di Africatel, ma anche quella nella stessa Portugal Telecom. In Italia, Telecom dovrà invece vedersela con il suo avversario più pericoloso. Secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, Vodafone avrebbe fatto una offerta di 5 miliardi per Fastweb, acquistata nel 2007 dall’ex monopolista svizzero Swisscom per 4,2 miliardi (poi svalutata a 2,9 miliardi). Nel 2013 un primo tentativo da parte di Vodafone, ma la trattativa non si chiuse proprio perché Swisscom non voleva scendere sotto i 2,9 miliardi. In gioco c’è il futuro delle connessioni ultraveloci, partita nella quale Telecom si è portata avanti, con il cda che ha dato mandato a Patuano di presentare un’offerta per Metroweb, la società che ha fatto di Milano la metropoli più cablata d’Europa. Con Fastweb, invece, Vodafone si assicurerebbe collegamenti ad alta velocità già presenti in 23 città, con un piano di espansione da 1 miliardo per altre 84.
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