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Telecom, spunta l’interesse di Trujillo

Telecom Italia porta sul tavolo del consiglio di amministrazione la cessione della partecipata in Argentina, mentre a sparigliare le carte sul futuro assetto del colosso tlc è l’indiscrezione, riportata da Bloomberg, secondo cui il manager americano (di origine messicane) Sol Trujillo, ex Ceo di Telstra e Orange, sarebbe al lavoro su una maxi cordata per lanciare un’offerta proprio sul gruppo italiano. Tant’è che il manager, stando a fonti ben informate, avrebbe già incontrato esponenti di Palazzo Chigi tra cui Raffaele Tiscar, vice segretario generale della Presidenza del Consiglio e uomo molto vicino al premier Matteo Renzi. Tiscar, contattato dal Sole 24 Ore, ha confermato l’incontro con il manager: «Vedo molta gente. Nello specifico non sta a me dare un giudizio su un progetto di questa portata». Sul tema è interventuto il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli che ha dichiarato ieri di non essere a conoscenza di nessun piano per l’ingresso nel capitale di Telecom Italia da parte di Sol Trujillo. Sullo sfondo, si rincorrono voci di manovre in atto per ricostruire il nocciolo duro che era rappresentato dalla vecchio Telco, ma con soggetti diversi di cui farebbero parte Vivendi (5,7%) e Fossati (5%).
La vendita di Buenos Aires
Oggi si riunirà a Roma il consiglio di amministrazione del gruppo telefonico. Il board dovrà assumere una decisione sul destino di Telecom Argentina: ieri sono ufficialmente scaduti i termini, già due volte prorogati, per il contratto di acquisto da parte della Fintech del finanziere messicano David Guzman. Il gruppo italiano, che ieri sera ha annunciato una nuova richiesta di proroga da parte di Fintech, dovrà dunque fare il punto sulla situazione. Pur non considerando l’Argentina un Paese strategico per il gruppo, Marco Patuano non sembra infatti volere concedere altre proroghe ed è possibile che si vada verso lo stop dell’intero deal, una partita che vale 960 milioni di dollari. Resta da capire se l’ultima soluzione proposta da Fintech, ovvero un’acquisto a termine, troverà consenso tra i consiglieri. Guzman avrebbe infatti proposto di proseguire nelle trattative e arrivare a una soluzione di compromesso, una specie di acquisto a termine (due anni) e condizionato. Ma l’opzione incontrerebbe diverse perplessità tra i consiglieri.
Grandi manovre tra i soci
Sullo sfondo, si giocano i futuri assetti proprietari del gruppo tlc. Proprio ieri è circolata l’indiscrezione secondo cui Trujillo starebbe preparando una cordata con i fondi del Qatar, più interessato alla rete, e Abu Dhabi. L’offerta allo studio sarebbe da 7,5 miliardi di euro. Al centro del piano, battezzato «Adriano», ci sarebbe la costituzione di una cordata d’investitori che raccolga risorse fino a 7,5 miliardi di euro. Secondo alcune fonti il progetto esiste ed è concreto. Tuttavia sarebbe ancora nella fase di cantiere. Tant’è che mancherebbe il commitment finanziario. Proprio le indiscrezioni sugli assetti futuri del gruppo tlc hanno sostenuto il titolo in Borsa che è arrivato a guadagnare oltre il 5% nel corso della seduta, pur azzerando i guadagni nel finale (+0,11%) a causa delle vendite che hanno colpito tutti i listini. Gli scambi, però, sono stati sostenuti con oltre 250 milioni di pezzi scambiati. L’interesse sul titolo, del resto, è alto. Perché se da un lato il Sud America, e in particolare il futuro del Brasile potrebbe riservare colpi di scena come eventuali offerte da parte di Oi e Claro, è altrettanto vero che in questo momento il libro soci è in fase di revisione. L’uscita di Telefonica è il primo passo in questa direzione e la staffetta con Vivendi potrebbe rappresentare il primo passo verso un disegno di più ampia portata sul fronte dell’azionariato. Qualcuno ieri riferiva della volontà di creare una sorta di Telco2, con Vivendi e il gruppo Fossati tra i soci di riferimento.

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