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Telecom, slitta il dossier La 7 I conti Ti Media peggiorano

Il dossier TiMedia viene aggiornato alla settimana prossima. L’ipotesi di cessione di La7 o dell’intera partecipazione nella società che controlla anche i canali digitali, è infatti stato rinviato a un nuovo cda previsto fra cinque giorni. Nella lunga riunione del board Telecom, terminata attorno alle 21 di ieri, non c’è stato infatti tempo di esaminare le offerte di Urbano Cairo e di Clessidra. Sette ore sono state assorbite dall’esame del preconsuntivo 2012 e dell’aggiornamento del piano industriale per il prossimo triennio che saranno illustrati oggi in conference call dal presidente esecutivo Franco Bernabè, dall’amministratore delegato Marco Patuano e dal direttore finanziario Piergiorgio Peluso.
Quindi, la lunga procedura di dismissione della tv di Telecom non è ancora arrivata a conclusione. Ad annunciare l’ulteriore rinvio è stato uno dei consiglieri, Tarak Ben Ammar, al termine della riunione.
Sul tavolo restano dunque le due offerte per le quali cominciano ad emergere i dettagli. Cairo avrebbe valutato La7 circa 100 milioni di euro con una serie di condizioni: in particolare l’imprenditore avrebbe chiesto a Telecom Italia una “dote”, un vendor loan di circa 90 milioni e, soprattutto, l’impegno a consegnare La7 ripulita di tutti i debiti. Sarebbero infine state chieste condizioni di favore sull’affitto dei multiplex.
L’offerta di Clessidra, al contrario, punta all’intero perimetro societario (le emittenti più i Mux), con una valutazione di circa 300 milioni. Il fondo sarebbe pronto a mettere sul piatto una parte in cash e a rimborsare a Telecom una parte (circa 80 milioni) dei debiti.
Entrambe le proposte sono molto lontane dalla valutazione che Telecom Italia aveva fino all’anno scorso per TiMedia: cioè 500 milioni. L’ultima offerta arrivata al di fuori della procedura, quella da parte di Centro Europa7, sembra invece poco definita nelle condizioni. Tanto più che i conti del gruppo presieduta da Francesco Di Stefano sembrano ancora scontare l’avvio delle iniziative legate alla concessione per la radiodiffusione: con 6,3 milioni di capitale, 300mila euro di fatturato e 4,4 milioni di perdite.
Di sicuro, TiMedia nell’ultimo anno ha perso buona parte della propria attrattività per i potenziali compratori. L’unico asset che genera cassa sono i tre multiplex, mentre le emittenti mostrano dati in forte peggioramento.
Il gruppo TiMedia ha chiuso il 2012 con ricavi in calo del 6,7% a 222,3 milioni. Tracolla anche la redditività: con un margine operativo lordo negativo per 44,8 milioni rispetto a un Ebitda positivo per 27,3 milioni nel 2011, che beneficiava però dell’indennizzo per 20,5 milioni per la risoluzione anticipata del contratto di competence center. Peggiorata poi la posizione finanziaria. L’indebitamento finanziario netto a fine 2012 è salito a 260,1 milioni dai 138,7 milioni di fine 2011: variazione determinata anche dal fabbisogno per gli investimenti industriali (per 56,9 milioni). Unici segnali positivi sono arrivati dalle infrastrutture, cioè dai tre multiplex digitali in pancia a Ti Broadcasting. I ricavi dell’operatore di rete (Timb) sono infatti saliti a 75,1 milioni (da 54,9 milioni) e il margine operativo lordo è cresciuto a 43,2 milioni (contro i 22,9 del 2011).
Al contrario, per gli asset televisivi i ricavi si sono contratti. In particolare, per La7 i ricavi si sono fermati a 123,2 milioni (-11,6%). Anche se la pubblicità lorda complessiva ha tenuto (-3,5% rispetto al -15,3% del mercato) a quota 179,1 milioni. L’audience media è stata del 3,46% nel 2012 (3,85% nel 2011), 4,11% a gennaio 2013. L’Ebitda di La7 è negativo per 66,3 milioni contro il dato 2011 positivo per 4,7 milioni: a pesare in particolare l’incremento dei costi di palinsesto. I ricavi di Mtv, la tv tematica musicale, si sono invece attestati a 55,2 milioni (-25,2%) con un Mol negativo per 10,7 milioni.

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