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Telecom, Slim si fa avanti per Tim Brasil

Lo spezzatino di Tim Brasil prende corpo. Non ci sono più solo le indiscrezioni. Ieri, interpellato da Bloomberg, Carlos Garcia Moreno, il cfo di America Movil (il gruppo di Carlos Slim) è uscito per la prima volta allo scoperto, rivelando di essere in contatto con Oi per presentare un’offerta per la controllata carioca di Telecom Italia. La conferma di una cordata “consortile” in cantiere arriva dopo che Oi, il campione nazionale delle tlc brasiliane, ha conferito mandato alla banca d’affari Btg Pactual di studiare una proposta, nominandola “commissario mercantile” e legittimandola ad avanzare un’offerta per conto terzi.
Il progetto in effetti è allo studio da almeno un anno e lo scorso gennaio informalmente Telecom Italia era stata contattata con una proposta di poco più di 6 miliardi per il 67% detenuto in Tim Participaçoes, holding quotata di Tim Brasil. Troppo poco per tentare Telecom che infatti aveva alzato le barricate, approvando una procedura “parti correlate” ad hoc. Fino alla contesa per Gvt, la rete in fibra ottica di Vivendi, la cosa non aveva avuto seguito. Ma proprio alla vigilia del board Telecom, che il 28 agosto doveva decidere se farsi avanti con i francesi, era arrivata la formalizzazione dell’incarico di Oi a Btg. Da allora, come noto, il quadro è completamente cambiato perchè alla fine Telefonica si è aggiudicata “a fermo” Gvt, mettendo sul piatto una garanzia irrevocabile a pagare 7,45 miliardi e avviando una trattativa di tre mesi in esclusiva con Vivendi che, di fatto, servono solo a stendere il contratto, dal momento che tutti i rischi di esecuzione, compresi i rischi regolamentari, sono a carico degli spagnoli, impegnati su più fronti a ottenere l’indispensabile ok dell’Antitrust (il Cade) e dell’Authority delle tlc (l’Anatel). Tant’è che, vinta la battaglia per Gvt, il ceo di Telefonica Brasil, Antonio Valente, si era affrettato a smentire una partecipazione del suo gruppo nell’iniziativa di Oi, che avrebbe messo troppa carne al fuoco.
Ciononostante, sulla stampa brasiliana nel week-end sono comparse indiscrezioni che davano per imminente – prima di fine mese e cioè prima dell’asta per le frequenze 4G, cui Telecom è intenzionata comunque a partecipare – un’offerta per Tim Brasil, sponsorizzata da tutti e tre i concorrenti: Oi, Claro di America Movil e Vivo di Telefonica. Ma, contrariamente alle aspettative – secondo il quotidiano «O Estado de S. Paulo» – la parte del leone dovrebbe farla proprio la compagnia di Slim, con una quota intorno al 40%, mentre Oi si fermerebbe al 35%, pur essendo, in quanto solo quarto operatore mobile, in teoria il più interessato a rafforzarsi. Il gruppo Oi però è impegnato in una complicata fusione con Portugal Telecom e con una situazione patrimoniale ancora squilibrata (net debt/Ebitda dell’entità combinata superiore alle 4 volte), per finanziare la partecipazione al banchetto, potrebbe considerare di cedere le torri, i cavi sottomarini e il 25% di Unitel, compagnia di telefonia mobile angolana. Per Vivo, che sarebbe interessata in particolare alle attività di Tim nel Nord-Est del Paese, entrare in partita con una quota del 25% sarebbe un po’ più complicato, essendo Telefonica impegnata prioritariamente a ottenere l’autorizzazione per l’acquisto di Gvt.
L’ad di Telecom, Marco Patuano, ha detto di non aver ancora ricevuto nulla. Le cifre che circolano – si parla di 36-38 miliardi di reais per il 100% di Tim, pari a 12,4-13,1 miliardi di euro, vale a dire circa 7 volte l’Ebitda 2013 e circa 8,5 miliardi di incasso per Telecom – sono però ancora ben distanti dai multipli pari a 11 volte l’Ebitda riconosciuti da Telefonica per Gvt che, se applicati a Tim, darebbero al secondo operatore mobile del Paese un valore vicino ai 20 miliardi di euro e a Telecom che, ne detiene il 67%, la prospettiva di incassare una somma superiore ai 13 miliardi. Piazza Affari, a prescindere dalla non irrilevante tematica strategica, festeggia, spingendo Telecom in rialzo del 2% a 89 centesimi, mentre Tim Part, a metà seduta, era schizzata di oltre il 7%.

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