Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telecom, si stringe sul nuovo ad

In pole position c’è Flavio Cattaneo, ma in campo c’è anche Tom Mockridge
Si stringono i tempi per la nomina del nuovo amministratore delegato di Telecom Italia. Ieri il comitato nomine di Telecom Italia, composto da Arnaud de Puyfontaine, Stephan Roussel, Luca Marzotto, Denise Kingsmile, Davide Benello, si è riunito dopo la pausa legata alle festività pasquali per avviare le procedure per la designazione del nuovo ad, mentre il cda per la decisione finale potrebbe essere convocato anche prima del 12 aprile. Per il nuovo amministratore delegato i cacciatori di teste del gruppo statunitense Korn Ferry hanno – come sempre in questi casi – fatto una rosa di nomi. Secondo diverse fonti finanziarie, in pole position resta Flavio Cattaneo, 52 anni, numero uno di Ntv, consigliere indipendente Telecom e Generali, già al vertice di Terna e direttore generale della Rai. Ma, per ora a inseguire, ci sarebbero altri due candidati di peso. Si tratta di René Obermann, 53 anni, fino al 2014 amministratore delegato di Deutsche Telekom, al momento libero: un profilo per un cambiamento forte del gruppo delle tlc, anche perché Obermann ha esperienze professionali e personali che mai hanno toccato l’Italia. Un elemento, questo, che non sarebbe del tutto gradito in ambito governativo, mentre l’altro candidato straniero rappresenterebbe una rivoluzione per altri motivi. E’ Tom Mockridge, amministratore delegato di News International, “uomo-Murdoch” da sempre, con moglie italiana e lunghi periodi passati nella penisola anche dopo aver lasciato il ruolo di amministratore delegato di Sky Italia. Ed è ovvio che una sua scelta farebbe capire che per Telecom sarebbe sempre più concreta la possibilità di un’alleanza o anche di un’integrazione con i produttori di contenuti. Del resto Vivendi questo concetto lo ha fatto capire chiaramente: la “nuova” strategia di Telecom Italia passa da quella convergenza contenuti tlc i cui contorni appaiono ancora poco chiari e comunque legati alle alleanze che i francesi riusciranno a rafforzare in Italia con Mediaset e in Spagna con Telefonica. Una sfida importante per il nuovo amministratore delegato di Telecom Italia che dovrà misurarsi con numeri importanti ed equilibri delicati: quelli con il socio di riferimento Vivendi, artefice del cambio di guardia alla guida del gruppo, ma anche con il Governo che continua a seguire con attenzione gli sviluppi di una partita che va ben oltre il confine delle telecomunicazioni.
Diversi i temi che dovrà gestire il nuovo amministratore delegato del gruppo. Punti delicati su cui “formalmente” si è consumata la frattura tra Vivendi e Patuano.
Tra questi spicca il nodo del taglio dei costi previsto nel piano industriale. Nel piano predisposto da Patuano si prevedono 600 milioni di efficienze nei tre anni nei quali ha programmato 12 miliardi di euro di investimenti, il più grande piano di una società privata in Italia. Secondo i francesi di Vivendi e buona parte del board si può fare di più. Fino a un miliardo. Probabilmente qualche efficienza si può ancora fare. Ma non si può non considerare che la precedente gestione aveva già ridotto la base dei costi di 5 miliardi in 5 anni. Dunque, dove reperire le risorse? Secondo gli analisti le alternative non sono molte e passano da una ristrutturazione societaria o da un importante taglio dei dipendenti
C’è poi la questione legata al Brasile. Cosa farà la nuova gestione di Telecom Italia? Continuerà a sostenere la strategicità dell’asset? Per i francesi di Vivendi il paese non è chiaramente strategico, tant’è che Vivendi dal Paese è uscita cedendo Gvt a Telefonica. Dunque la controllata carioca sembra destinata a uscire dal perimetro del gruppo tlc. Ma il punto è un altro: il prezzo. Le prospettive economiche del Brasile e il cambio si sono deteriorati, deprezzando anche il valore di Tim Brasil.

Marigia Mangano

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova autorità nasce il mese prossimo con l'obiettivo di colpire i traffici illeciti. Leggi ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alle imprese italiane che hanno fatto ricorso alle moratorie previste dall’articolo 56 del decret...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una spinta, sia pure indiretta, a una più complessiva riforma della riscossione (cui peraltro il G...

Oggi sulla stampa