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Telecom, si muove Vivendi Bollorè sonda gli azionisti E sull’immobiliare è scontro

Telecom affronta l’ultima assemblea targata Telco prima dell’arrivo dei francesi di Vivendi. Entro fine giugno, infatti, dall’Argentina dovrebbe giungere l’ultimo sì alla scissione di Telco che consegnerà ai suoi azionisti, Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, il 22,4% delle azioni Telecom che erano custodite nella scatola. A quel punto ognuno sarà libero di disporre dei propri titoli come meglio crede e Telefonica si è già impegnata, nell’ambito dell’acquisto della brasiliana Gvt, a girare il proprio pacchetto del 5,7% (che vale l’8,4% dei diritti di voto) a Vivendi. Il passaggio ufficiale delle azioni potrebbe già arrivare tra una settimana, il 27 maggio, e da quel momento in poi si apriranno le danze sulla strategia che Vincent Bolloré, primo azionista di Vivendi con il 14,5%, vorrà intraprendere sulla società italiana. E sono incalzanti, in queste ore, le indiscrezioni che vorrebbero Vivendi intenzionata ad arrotondare la propria partecipazione in Telecom, magari acquistando parte delle azioni in uscita da Mediobanca e Generali. Un cambiamento sostanziale di azionariato in Telecom potrebbe avere delle ripercussioni anche sulla governance dell’azienda. L’assetto in vigore da un anno a questa parte vede un cda composto da 13 membri di cui dieci usciti dalla lista Telco confezionata a suo tempo da Mediobanca (partecipata da Bollorè con l’8%), che ha indicato il presidente Giuseppe Recchi e diversi consiglieri, tra cui Flavio Cattaneo, Laura Cioli, Giorgio Valerio. Dopo i primi mesi di idillio nelle ultime settimane hanno cominciato a emergere alcune critiche nei confronti dell’ad Marco Patuano in particolare sulla vicenda Metroweb e sul progetto di riorganizzazione immobiliare che dovrebbe portare Telecom a investire 300 milioni per riqualificare una cinquantina di sedi in dieci città italiane, a partire da Roma e Milano, inclusa la nascita di un headquarter nelle torri dell’Eur da anni abbandonate. Su Metroweb il cda ha indotto Patuano a interrompere le trattative per un ingresso nella società senza poterne controllare il 100%. Mentre ieri è partito un’esposto alla Consob per le parole del presidente della Cdp Franco Bassanini che ha sollevato dubbi sulla valutazione della rete Telecom in bilancio.

Un’accesa discussione con protagonisti Cattaneo, Luca Marzotto e Lucia Calvosa ha poi riguardato la riorganizzazione immobiliare che comunque non doveva essere sottoposta a delibera in quanto rientrava nei poteri dell’ad. Ma il presidente Recchi, su sollecitazione di Cattaneo, ha preso la palla al balzo e ha convocato una nuova riunione del cda per venerdì proprio per approfondire la materia del real estate e di tutto ciò che vi gravita intorno, che per spesa complessiva rappresenta la seconda voce di costo dell’azienda dopo quella del personale. Un tentativo di mettere in difficoltà Patuano? Di certo non è stato considerato un gesto di cortesia l’aver rimesso in discussione una decisione che spetta al capoazienda e che permette di risparmiare attraverso la trasformazione degli affitti in rate di mutuo. Assomiglia di più a uno sgambetto e sarebbe da ascrivere alla crescente voglia di protagonismo di Recchi nella conduzione dell’azienda e all’ira del gruppo Caltagirone per aver visto Telecom scegliere le aree al- l’Eur per il proprio quartier generale invece delle torri Wind di sua proprietà. E qualcuno ha fatto notare che Cattaneo è anche presidente della Domus, società immobiliare di Caltagirone che dovrebbe presto sbarcare a Piazza Affari.
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