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Telecom, sì allo scorporo

Il dado non è ancora tratto, ma quasi. Il 23 maggio, quando è stato convocato un cda Telecom ad hoc, si dovrebbe procedere con lo scorporo della rete d’accesso in una società di nuova costituzione. Ai consiglieri riuniti ieri per l’esame della trimestrale e per fare il punto sui dossier aperti (3 Italia e appunto rete) è stata consegnata una corposa documentazione sul progetto di spin-off, ormai in cantiere da oltre un anno. Nella documentazione si esamina in particolare la tematica regolatoria. Con lo scorporo infatti si otterrebbe senza ombra di dubbio l’equivalence of input – parità di trattamento per tutti gli operatori di tlc – che Bruxelles richiede per poter concedere i benefici regolamentari. E, dettaglio finanziario non irrilevante, si spiega come con il distacco societario della rete d’accesso, così come studiato, non si crei una situazione in cui una delle due parti debba procedere a impairment svalutando l’avviamento. Nella prima fase il 100% della newco resterebbe in capo a Telecom, ma in seguito la maggioranza del capitale della società infrastrutturale resterebbe comunque all’incumbent. Un vincolo per non compromettere le garanzie degli obbligazionisti Telecom.
Tra quindici giorni, quando il board sarà chiamato a un passo che non ha precedenti in Europa, ci saranno tutti i numeri aggiuntivi per prendere una decisione consapevole. Il presidente esecutivo Franco Bernabè ha sottolineato che lo scorporo è un tassello fondamentale per ridefinire l’assetto delle tlc italiane e far chiarezza su quello che è il terreno di gioco. Grossi ostacoli alla societarizzazione non dovrebbero essercene nella prima fase in cui il controllo al 100% della newco resterà a Telecom, anche se resterebbe qualche perplessità in Telefonica che approvando questa operazione creerebbe un precedente in casa propria. Una volta presa la decisione di societarizzare, si aprirà poi una fase di verifica con l’Agcom. Oggi l’incumbent è sottoposto a vincoli che, con le garanzie richieste per i concorrenti, non avrebbero più senso di esistere. Non ultimo, il meccanismo di remunerazione da definire avrà un impatto rilevante sul valore dell’asset. In prospettiva potrebbe essere ceduta una quota di minoranza della newco alla Cdp (che contribuirebbe anche Metroweb) probabilmente nell’ambito di una Ipo – comunque mantenendo una comoda maggioranza assoluta in capo a Telecom – che servirebbe anche a risolvere il problema della valutazione, perchè il prezzo lo farebbe il mercato.
La questione 3 Italia sarà affrontata successivamente. Il consiglio ha concesso un altro mese di tempo – ma non oltre – per approfondire l’opzione e decidere quindi se avviare o meno le trattative con H3G. Il consiglio – si legge nel comunicato emesso al termine della riunione – «ha suggerito di dare mandato al top management di effettuare una verifica con la controparte, per accertare l’esistenza di margini di negoziazione realistici e idonei ad addivenire a un contemperamento delle rispettive posizioni sui valori delle due società». Il punto è che a oggi, in termini relativi, le valutazioni di 3 Italia sono ancora molto distanti. Dalla parte di Telecom si è arrivati a stimare tra il 3% e il 4% del capitale la quota azionaria che H3G potrebbe ottenere conferendo 3 Italia, questo senza però tener conto di sinergie (che, secondo alcune indicazioni, potrebbero arrivare fino a 1,5 miliardi) e di possibile recupero delle perdite fiscali. Dalla parte del gruppo di Hong Kong finora si è parlato di una stima dell’ordine di 2 miliardi che, anche valutando le azioni Telecom a 1,2 euro, porterebbe i cinesi sopra il 10%. Senza un accordo sulle valutazioni, insomma, non si andrà oltre. Se si superasse questo scoglio, dato che l’obiettivo di H3G è di rilevare fino al 29,9% del capitale Telecom, la palla passerebbe a Telco e in particolare a Telefonica. Ma se anche si arrivasse alla fine del percorso, resterebbe da saltare l’ostacolo golden-share, dal momento che Telecom non perderà comunque il controllo dell’asset strategico della rete. Telefonica per ora non pare in smobilizzo. Alla presentazione dei conti trimestrali, il cfo Angel Vila, ha detto che il gruppo spagnolo è «soddisfatto» della partecipazione detenuta in Telecom Italia ed é pronto a «supportare tutte le mosse volte a rafforzare il gruppo e a creare valore». Quanto a H3G, a Telco, ha precisato Vila, non è arrivata ancora alcuna proposta. «Quando ci sarà – ha aggiunto – Telco ne dovrà analizzare rischi e benefici».

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