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Telecom si allea con Fastweb per la fibra del Paese

Joint venture per realizzare una rete ottica Ftth in 29 città per portare collegamenti fino a casa
Il matrimonio – tanto più in un momento come questo in cui Enel e Metroweb dall’altra parte stanno per convolare a nozze – è di quelli che non lascia indifferenti. Del resto a unirsi in una joint venture per realizzare una rete in Ftth (la fibra fino a casa) sono due soggetti di peso che hanno già una base clienti rilevante, una rete commerciale rilevante, un’infrastrutturazione di partenza. Telecom e Fastweb hanno avviato una partnership strategica per lo sviluppo della rete in fibra (Ftth) in 29 città. È previsto un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro (parte in equity e parte con debito) in questo progetto che vede la nascita di una società congiunta con l’80% del capitale detenuto da Telecom e il 20% da Fastweb.
In qualche modo l’intesa fra i due operatori – che stando ai dati Agcom aggiornati al primo trimestre dell’anno detengono insieme l’80% dei clienti in fibra – rappresenta una virata per Fastweb che stava discutendo con Enel Open Fiber. Invece l’intesa è arrivata con Telecom su una nuova società che, a quanto si legge nelle note delle due telco, si occuperà di realizzare per conto di Tim e Fastweb la rete secondaria e i verticali fino a casa. La previsione è di collegare 3 milioni di abitazioni in Ftth entro il 2020 e di farlo portando la velocità a 1 Gigabit al secondo.
Quel che sembra emergere è in definitiva un’intesa per stringere i tempi sulla realizzazione della rete in banda ultralarga e per arrivare a coprire con la fibra fino a casa città scoperte in Ftth ma anche centri parzialmente coperti (sono 14 le città in Ftth per Telecom e 7 per Fastweb) la cui copertura sarà estesa, a quanto risulta al Sole 24 Ore, almeno all’80% della popolazione. Non solo però, perché nelle ultime righe del comunicato di Telecom si legge anche che «Tim e Fastweb studieranno la possibilità di estendere la partnership anche ad altri settori di collaborazione per lo sviluppo congiunto di infrastrutture passive e di tecnologie per la rapida diffusione della banda ultralarga». Leggendo tra le righe, in questa frase si possono azzardare almeno due ipotesi: la partecipazione congiunta Tim-Fastweb alle prossime gare Infratel per la realizzazione della rete a banda ultralarga nelle aree bianche a fallimento di mercato, ma anche un incremento della dotazione in Fttc in altre città.
Nella nota diffusa per la semestrale di Telecom si spiega che la quota di spettanza di Tim «è già inclusa nei capex del piano industriale 2016-2018», che fissava all’84% nel 2018 il target di popolazione raggiunta dalla fibra, fra Fttc e Ftth. Alla componente innovativa nel fisso, e quindi la fibra, sono dedicati 3,6 dei 12 miliardi di investimenti del piano. Nell’ambito da questa partnership Tim si garantirà i diritti d’uso (in modalità Iru) trentennali in 6 città collegate in Ftth da Fastweb (è esclusa Milano) «che consentiranno di collegare alla rete Tim circa 650mila unità immobiliari con un anno di anticipo rispetto al Piano industriale». Dal canto suo la controllata italiana di Swisscom (90 città raggiunte in Fttc oltre alle 7 in Ftth) ha spiegato che il suo impegno diretto «si limiterà a circa 55 milioni nei prossimi 4 anni, autofinanziati con i propri flussi di cassa». Lato Fastweb l’obiettivo è portare il numero di case e imprese coperte dalla rete in Ftth dagli attuali 2 a 5 milioni, pari al 20% della popolazione. Proprio ad aprile Fastweb ha presentato un piano da 2,5 miliardi in 4 anni (di cui 500 milioni aggiuntivi rispetto a quanto già messo a budget) con i quali potenziare (raddoppiando la velocità da 100 a 200 Mbps), ma anche estendere la propria rete in fibra portandola al 50% della popolazione (13 milioni di case). Target confermato, ma, si legge nella nota di Fastweb, «grazie all’accordo con Tim il mix cambierà». E quindi le abitazioni e le imprese collegate in Fttc passeranno dai 5,5 milioni di fine 2016 agli 8 milioni (invece degli 11 previsti). La copertura in Ftth salirà invece da 2 a 5 milioni.
«La mossa con Fastweb è molto bella», ha detto il consigliere delegato Tarak Ben Ammar uscendo dal cda di Telecom. «Non hanno voluto fare l’accordo con Metroweb e abbiamo fatto Fastweb. Vincono i più bravi». Per Alberto Calcagno (ad Fastweb) «grazie a questo accordo Fastweb conferma il proprio impegno nello sviluppo infrastrutturale del Paese»

Andrea Biondi

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