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Telecom, sfida in assemblea. Incerta la presenza di Niel

Un pacchetto potenziale di 13,5 milioni di azioni Telecom Italia. Potenziale, appunto. La radiografia dei suoi investimenti sul titolo del gruppo italiano, Xavier Niel l’ha fornita alla Sec ormai a meno di una settimana dall’assemblea di Telecom. Dietro i 13 contratti di opzioni call e derivati, stipulati tra il 14 ottobre e 18 novembre dal patron di Iliad, emerge che l’imprenditore di Parigi di Telecom non possiede neanche un’azione. Anche se è proprietario di una quota potenziale pari al 15,1%. È chiaro quindi che, sulla carta, all’assemblea di martedì 15 dicembre Niel non potrà partecipare. Anche perché la scadenza per l’iscrizione alla sessione plenaria era venerdì 4. E Niel non si è fatto avanti. Questo il quadro. Ma a bocce ferme.
Fonti di mercato non escludevano nei giorni scorsi un coup de théâtre da parte dell’uomo d’affari, a un passo dall’assemblea. Niel avrebbe lavorato a un prestito titoli che gli avrebbe consentito di esercitare diritti di voto in assemblea. Le potenziali controparti abbondano nel capitale Telecom. Non ultima JP Morgan che ha una posizione lunga del 10,1% sul capitale. E che è la banca presso cui Telefonica ha collocato la quota in Telecom messa al servizio del prestito convertendo con cui è uscita dall’elenco soci della società. Ipotesi ormai remota perché l’imprenditore è un «soggetto attenzionato» da Consob e quindi doveva all’autorità una comunicazione tempestiva dell’operazione. Che comunque doveva avvenire prima del 4 dicembre.
Eppure Niel sul titolo Telecom ha già scommesso 225 milioni. Tutti cash e provenienti dalle holding personali Rock Investment e NJJ Holding, come peraltro già comunicato alla Consob negli incontri di fine ottobre, culminati nelle comunicazioni del 3 novembre. Un’altra novità che emerge dal filing negli Usa sono gli strike price, ossia i prezzi di esercizio delle opzioni, che l’autorità Usa richiede.
Raggruppando i contratti per tipologia, emerge che le posizioni lunghe regolabili in azioni a giugno 2016, e pari al 5% del capitale Telecom, sono esercitabili da un prezzo minimo di 1,22 euro a un massimo di 2,99 euro. Tenuto conto che ieri a Piazza Affari il titolo Telecom ha chiuso a 1,14 euro, in calo dell’1,72% dopo le effervescenze dei giorni scorsi (Norges e Ubs scese sotto il 2%) si può concludere che Niel ha un atteggiamento rialzista nei confronti dell’operatore. Se il titolo non raggiungerà quei valori, il francese antagonista del gruppo Vivendi (ha il 20,1% di Telecom) non eserciterà i diritti. Un altro pacchetto di opzioni, questa volta in scadenza a gennaio 2017, ed equivalente all’1%, ha un prezzo di esercizio a 1,29 euro. Altre opzioni ancora, sono state acquistate a 1,24 euro e Niel ha fissato di rivenderle a 1,45 euro.
Restano comunque aperti i giochi in vista dell’assemblea. È attesa un’affluenza molto elevata che potrebbe superare il 50% del capitale, legata al flusso degli investitori istituzionali che avranno un ruolo sui due punti chiave all’ordine del giorno: l’ampliamento del board ai quattro rappresentanti di Vivendi e la conversione delle azioni di risparmio in ordinarie.

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