Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telecom sfida il governo sulla rete in fibra ottica “Nel 2017 cablate 40 città”

Nella partita a scacchi che ha in palio la realizzazione della nuova rete a banda larga, Telecom muove e sfida direttamente il Governo. Così gli operatori hanno letto la comunicazione che l’ex monopolista — proprietario della “vecchia” rete in fibra di rame — ha inviato ieri a Infratel, la società in house del ministero dello Sviluppo Economico, che deve seguire l’attuazione del progetto banda larga.
In sostanza, cosa ha fatto sapere Telecom? Di essere pronta a cablare quaranta tra le principali città italiane, da Ancona a Vicenza entro il 2017. E di farlo mettendo a disposizione “risorse proprie”. Sta proprio in queste due parole tra virgolette il senso della sfida mossa a Palazzo Chigi. In questo modo, secondo regole condivise con Bruxelles, Telecom potrebbe impedire, ad altri operatori interessati a posare la nuova fibra ottica nelle stesse città, l’accesso a fondi pubblici di qualsivoglia natura, siano essi di origine europea, statale o regionale. Perché, in caso, contrario, la Commissione potrebbe giudicarli aiuti di Stato irregolari. Detto in altri termini: Telecom ha annunciato che opererà nella città più profittevoli, costringendo eventuali concorrenti alla seguente alternativa: emigrare verso aree meno interessanti economicamente ma utilizzando fondi pubblici oppure fare concorrenza a Telecom ma soltanto con fondi propri.
La mossa di Telecom potrebbe sorprendere soltanto se non si tenesse conto di quanto accaduto soltanto 24 ore prima. Lunedì, è stata resa nota la risposta dell’Antitrust a un quesito del Governo sulla possibile società mista, formata dai vari operatori tlc interessati alla realizzazione della rete, che potrebbe formarsi attorno a Metroweb. Si tratta della società che ha fatto di Milano una delle città più cablate d’Italia, controllata dal fondo F2i e partecipata dal Tesoro attraverso la Cassa Depositi Prestiti. il Governo ha chiesto lumi sulla governance della futura società e la risposta è stata netta: nessun operatore tlc che fornisce servizi alla clientela finale può averne il controllo, per evitare posizioni di vantaggio concorrenziale, anche perché la Ue non lo consentirebbe.
Un parere che ai vertici di Telecom è stato letto come una interferenza alle trattative in corso con Metroweb, dove l’ex monopolista ha prima posto la richiesta di avere il 51% della nuova società della rete ultraveloce, poi ha proposto una quota minore ma con la possibilità di salire in un secondo momento.
Ora bisogna vedere come reagirà il Governo a quella che tutti gli altri operatori hanno letto come una sorta di dichiarazione di guerra, visto che l’interesse primario di Palazzo Chigi è quello di recuperare il divario tecnologico con gli altri paesi della Ue. Per ora, il Governo si consola con la conferma arrivata sempre ieri da Telecom che la tecnologia usata per cablare il pacchetto delle 40 città è il modello fiber to the home, cioè arrivando fino al portone delle case. Fino al febbraio scorso Telecom aveva detto che sarebbe arrivata soltanto fino agli armadietti in strada. Almeno su un punto in passo avanti è stato fatto.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Meno vincoli della privacy per l’utilizzo delle nuove tecnologie in chiave antievasione. La deleg...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il green pass diventa obbligatorio per quasi 20 milioni di lavoratori. Da metà ottobre per acceder...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha preso il via il digital tour di Imprese vincenti 2021, il programma di Intesa Sanpaolo per la va...

Oggi sulla stampa