Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Telecom scioglie il nodo Brasile

Telecom Italia apre il dossier Brasile e avvia il cantiere per la modifica della governance convocando per il 6 febbraio un consiglio che dovrà decidere come procedere in vista dell’assemblea di aprile. Ieri il board del gruppo telefonico si è riunito per la prima volta dopo la pausa natalizia e ha deciso di accelerare sui dossier caldi. È la conseguenza da un lato del riassetto di Telco, che ha portato Telefonica al comando e qualche problema a Telecom in Brasile per i conflitti degli spagnoli, e dall’altro dell’assemblea di fine dicembre in cui la spinta delle minoranze guidate da Marco Fossati è riuscita a ribaltare i rapporti di forza mettendo in un angolo i rappresentanti della cassaforte che controlla il 22% del gruppo, pur senza ottenere la revoca del board come era stato chiesto.
Il semi-ribaltone ha rimesso in movimento il mercato. Ieri durante il consiglio i titoli del gruppo telefonico sono arrivati a guadagnare oltre il 4% per poi chiudere con un rialzo dell’1,2%. A riportare l’attenzione su Telecom ha contribuito anche il ritorno sul mercato obbligazionario, dopo il taglio del rating. Ieri il gruppo ha collocato il suo primo bond «junk» da 1 miliardo di euro a sette anni con rendimento a scadenza del 4,594%, inferiore all’attuale costo del debito del gruppo, ricevendo ordini per oltre 7 miliardi.
Alla riunione del consiglio ieri era presente anche il ceo della controllata, Rodrigo Abreu, con cui il board «ha proceduto a un approfondito esame del business brasiliano» ha fatto sapere il gruppo con una nota diffusa al termine della riunione durata oltre cinque ore. Dopo lo stop dell’antitrust locale al riassetto di Telco, per il conflitto di interessi degli spagnoli che in Brasile già controllano Vivo, sul mercato c’è la sensazione che per sbloccare l’impasse Telefonica farà un’offerta per prendersi tutta Tim Brasil e poi procedere a uno spezzatino. Per allentare i conflitti a dicembre Cesar Alierta e Julio Linares si sono dimessi dal board di Telecom e ieri è stato deciso di non integrarlo, lasciando così gli spagnoli fuori. «Non c’è nessuna proposta, nessun acquirente — ha precisato Tarak Ben Ammar al termine del consiglio —. Se ci fosse qualche proposta troveremo un modo ad hoc di valutarla, studieremo il meccanismo più trasparente e opportuno». La modalità verrà illustrata il 6 febbraio quando sul tavolo del consiglio arriverà la procedura «rafforzata» per le operazioni con parti correlate. Su Tim Brasil il primo filtro dovrebbe scattare non sull’offerta ma ex ante, ossia al momento della proposta d’acquisto. Nei giorni scorsi la Findim di Fossati, che ieri ha commentato positivamente le decisioni del board, ha chiesto che siano solo i consiglieri indipendenti a esprimersi, escludendo quindi Telco.
Potrebbe essere questa la soluzione, a meno che con il rinnovo del consiglio ad aprile non passi, sempre su richiesta Findim, la proposta di abolire il meccanismo che assegna i 4/5 del consiglio alla lista di maggioranza. L’obiettivo dell’amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, sarebbe quello di sottoporre ai soci le modifiche all’assemblea di aprile. Il manager ieri ha ricordato che l’attuale governance di Telecom risale al 1998 e dunque va aggiustata. È probabile che oltre ai criteri di nomina venga modificato anche il numero dei consiglieri che da 15 potrebbe scendere a 11. Sarà un comitato ad hoc, costituito ieri, a illustrare il 6 febbraio le possibili soluzioni da portare in assemblea.
A monte del consiglio Telecom si è riunito ieri anche il board di Ti Media. La società ha bruciato oltre un terzo del capitale e deve trovare una via d’uscita entro la chiusura del bilancio 2013. Sul tavolo sono arrivate due proposte: aumento di capitale o fusione dentro Telecom. I consiglieri avrebbero chiesto tuttavia anche di capire gli effetti di un’eventuale liquidazione, da valutare parallelamente agli accordi per l’integrazione tra Telecom Italia Media Broadcasting e Rete A, l’emittente del gruppo De Benedetti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa