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Telecom, Sawiris vuole un aumento a 0,7 euro

MILANO — Il finanziere egiziano Naguib Sawiris cambia le carte in tavola e a mercato aperto propone agli investitori di Telecom Italia di fare un aumento di capitale a 0,70 euro, vale a dire ai prezzi di mercato, offrendosi di sottoscriverlo in prima persona. Immediata la reazione del titolo, che ha perso il 3,2% scivolando a 0,67 euro. Il mercato aveva festeggiato l’ipotesi di un aumento di capitale riservato alll’ingresso dell’ex patron di Wind, anche perchè la prassi vuole che gli aumenti dedicati all’ingresso di un nuovo socio vengano fatti con un premio rispetto alle quotazioni di Borsa. Ma ieri in un’intervista a Reuters, Sawiris ha proposto un aumento aperto a tutti i soci e a valori correnti, ipotesi che ha spaventato gli investitori e ha gettato discredito anche sulla serietà della proposta fatta in origine. «Vogliamo partecipare all’aumento di capitale ma i soci possono scegliere di non diluirsi e partecipare per iniettare denaro – ha detto Sawiris nell’intervista -. Se non vogliono farlo, arriveremo noi e li sostituiremo, ma loro beneficeranno di un prezzo più alto in Borsa, di una società più stabile e che crescerà ». Ipotesi questa che è tutta da dimostrare, perché gli aumenti di capitale creano valore quando sono finalizzati a un progetto preciso e a quel punto gli investitori sono lieti di sottoscriverli. Inoltre spetta al cda e all’assemblea di Telecom, non a Sawiris, proporre un eventuale aumento. «Ho incontrato il management di Telefonica – ha ammesso l’ex patron di Wind – ma mi sembra che siano in conflitto di interesse, sono contenti di dove sono oggi e tengono Telecom come un ostaggio per evitare che cresca in Sudamerica».
Come più volte ribadito dai vertici di Telecom, il gruppo non avrebbe bisogno di reperire sul mercato nuove risorse a meno che non decida di fare un’offerta per la brasiliana Gvt. Ma se così fosse, il gruppo potrebbe proporre una ricapitalizzazione direttamente in Brasile attraverso Tim Partecipaçoes, come ha fatto con successo un anno fa per acquisire le reti in fibra ottica di Aes Atimus. Viceversa lanciare una ricapitalizzazione di Telecom sul mercato ora che il titolo è sui minimi avrebbe l’effetto di abbassarne ulteriormente il valore. Non è chiaro perché Sawiris abbia cambiato idea e neppure come riuscirebbe a rilevare una quota significativa di un’eventuale aumento aperto a tutti gli investitori. Detto questo, la nuova proposta del finanziare egiziano solleva molti dubbi sulla vecchia offerta di Sawiris, che ora il consiglio di Telecom del 6 dicembre ha un motivo in più per rigettare. «Non c’è stallo in Telecom ha precisato ieri il presidente di Telecom Franco Bernabè che non ha voluto commentare le esternazioni di Sawiris – ci sarà un ampio dibattito, c’è un processo che sta andando avanti secondo i tempi che noi abbiamo comunicato e che sarà altamente soddisfacente ». Oltre alla proposta di Sawiris, il cda del 6 dicembre dovrà esaminare le offerte per Ti-Media, che però sono condizionate al verificarsi di una serie di eventi, e quindi la vendita slitterà al 2013. Infine il cda dovrà decidere se procedere o meno con il piano di scorporo della rete, operazione delicata e controversa, su cui esistono posizioni differenti all’interno del consiglio. «Quello che importa – ha replicato Bernabè – è che in azienda c’è un processo decisionale corretto, informato, con un sano dibattito all’interno del cda dove spetta al management portare delle proposte».

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