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Telecom salva il dividendo

di Massimo Sideri

MILANO — È stato l'anno della «pulizia dei conti» come la definiscono in Telecom Italia. Doppia, per giunta. In termini tecnici, brutali e meno evocativi si tratta di una pesantissima maxi svalutazione che dai 3,2 miliardi del primo semestre è esplosa fuori controllo a 7,3. E, nell'attesa di vedere se l'effetto sui prossimi anni sarà virtuoso, per ora c'è il segno meno a condizionare il bilancio approvato ieri dal board presieduto da Franco Bernabè: la perdita netta, così zavorrata, è andata in zona profondo rosso, a 4,7 miliardi di euro. Il fatturato è cresciuto a 29,9 miliardi con un +8,7% sul 2010, ma, storia ormai nota, grazie ai contributi a due cifre del Sudamerica. I ricavi domestici di Telecom sono scesi del 5,2%, ma il Brasile, che pesa ormai per il 24,5% sul fatturato, è cresciuto del 18,2%. Mentre l'Argentina, che vale il 10,7%, è salita del 26,5%. L'Ebitda di gruppo è salito del 7,3% a 12,246 miliardi, mentre l'indebitamento è migliorato a 30,4 miliardi, anche se è risalito sopra la soglia psicologica dei 30 che era stata infranta durante l'anno. D'altra parte è stato anche un anno di investimenti importanti: 6 miliardi, compresi gli 1,2 dell'asta per le frequenze Lte, il cosiddetto 4G che dovrebbe dare una spinta ulteriore alla diffusione dell'Internet in mobilità.
La svalutazione, ha voluto comunque rassicurare Bernabè, «non ha impatti di natura finanziaria e non pregiudica, visto l'ammontare di riserve disponibili residue superiori ai 7 miliardi, il rispetto della dividend policy annunciata nel piano 2012-2014». La proposta di dividendo per azione ordinaria è di 4,3 centesimi (5,4 per le risparmio), per un ammontare complessivo, come era già emerso, di 900 milioni. «Il 2011 — ha aggiunto il manager — è stato un anno difficile per l'economia internazionale e ancora di più lo è stato per l'Italia, che è stata investita dalla crisi del debito sovrano. L'aumento del costo del capitale, determinato dalla crescita dei tassi d'interesse, ha portato a una revisione al ribasso del valore attualizzato dei flussi di cassa futuri utilizzati per determinare il valore dell'avviamento. Di conseguenza, si è dovuto procedere a una svalutazione di parte del valore dell'avviamento formatosi a seguito delle operazioni Olivetti e Telecom Italia del 1999 e 2003 e di acquisizione delle minorities di Tim nel 2005». L'assemblea degli azionisti, dove verrà proposta anche la stabilizzazione delle quote rosa (la legge ne chiede l'introduzione per 3 mandati), è stata convocata per il prossimo 15 maggio. Ma è possibile che prima di quella data si possa chiudere — in un senso o nell'altro — la partita Virgilio che interessa al portale concorrente Libero, ora di Naguib Sawiris. La due diligence in casa Matrix sarebbe già in corso e potrebbe chiudersi subito dopo Pasqua.
Ieri il titolo Telecom ha perso il 2,65% in una giornata comunque disastrosa per l'intero listino.
 

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