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Telecom rivede gli obiettivi: l’effetto Dazn solo tra un anno

Il calcio dovrebbe dare la spinta ai ricavi Telecom (e si spera anche alla redditività), ma per vedere i primi effetti dell’accordo stretto con Dazn bisognerà attendere l’anno prossimo. Telecom ha infatti annunciato ieri, prima dell’avvio della seduta di Borsa, di aver rivisto le proprie linee guida, rettificando le previsioni per quest’anno e migliorando invece le prospettive per gli anni a venire.

Tutto gira appunto intorno al pallone e ai voucher per incentivare il consumo di banda ultralarga. Nelle indicazioni che erano state fornite alla diffusione dei dati del primo trimestre c’erano tre elementi che erano stati lasciati fuori dalla guidance e cioè il calcio, l’effetto del recovery fund e l’acquisizione delle attività mobili di Oi in Brasile. Gli ultimi due punti sono stati lasciati ancora fuori, anche se è intuitivo che l’effetto sarà positivo. Nel caso del recovery perché la quantificazione dei benefici non è ancora possibile, nel caso di Oi, la compagnia telefonica locale finita in dissesto, perché si aspetta il via libera del Cade, che dovrebbe arrivare presumibilmente entro ottobre. Con l’ok dell’Antitrust brasiliano, secondo le stime degli analisti, i ricavi di Tim brasil dovrebbero crescere a due cifre.

Per ora dunque le guidance sono state aggiornate inserendo i presumibili effetti dell’accordo con Dazn, accordo sul quale l’Antitrust – che ha sollevato dubbi sull’ipotesi che l’intesa possa restringere la concorrenza – potrebbe esprimersi forse già la settimana prossima. L’accordo con Dazn per la distribuzione online delle partite di serie A comporterà, sottolinea una nota della compagnia, «un’accelerazione nella crescita prevista per ricavi e Ebitda negli anni 2022-2023», mentre quest’anno saranno da spesare “costi di avviamento” (per esempio la campagna pubblicitaria) che si pensava di poter compensare con l’effetto dei voucher che avrebbero dovuto arrivare a fine giugno.

In particolare, per i prossimi anni è ora attesa una crescita di ricavi e Ebitda a «mid single digit», vale a dire intorno al 4-5%, quando pre accordo con Dazn si prevedeva un incremento più ridotto. Per quest’anno invece il fatturato dovrebbe mostrare ancora una crescita moderata (low single digit), mentre il calo dell’Ebitda è previsto in peggioramento (decrescita dal precedente low single digit a decrescita mid single digit). In sostanza, per quanto riguarda il 2021, il rischio è che non siano coperti interamente i costi di lancio della scommessa sul calcio, senza che intervengano in aiuto i voucher. La prima tranche di voucher – 200 milioni riservati alle famiglie a basso reddito – è già stata erogata, ma i 3/5 sono a beneficio delle apparecchiature e solo i 2/5 della connettività, dove Telecom comunque avrebbe ottenuto la parte del leone. La seconda tranche, più consistente – si tratta di 900 milioni – è destinata alle famiglie in generale ed esclusivamente per incentivare il passaggio alla banda ultralarga, con Telecom che parte da una quota di mercato del 42%. L’incentivo consiste in uno sconto al consumatore sul contratto per la connessione in fibra ottica, con il voucher che va a coprire i minori ricavi dell’operatore telefonico. Questa seconda tranche, sicuramente più significativa per la compagnia di tlc, non è però ancora stata attivata.

Telecom – che la settimana prossima (il 27) diffonderà i dati della semestrale – ha ceduto in Borsa il 4,33% a 0,3713 euro, ma la seduta è stata negativa anche per altre blue chip delle tlc continentali, con British Telecom a -4,61% e Deutsche Telekom a -4,37%.

Da segnalare che i sindacati di categoria (Slc Cgil e Fistel Cisl), fiduciosi nelle prospettive dell’azienda, sottolineano da una parte le opportunità offerte dal Pnrr e dall’altra chiedono di conoscere la posizione del Governo sulla “rete unica”, l’ipotesi di integrazione con Open Fiber.

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