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Telecom resta regina in Italia e in Europa

Telecom Italia richiama. O meglio: si riconnette. E vince per la seconda volta in Italia e in Europa la gara delle società che meglio comunicano sul web. L’undicesima edizione del KWD Webranking, realizzata da Kw Digital (divisione digitale di Hallvarsson e Halvarsson) in collaborazione con Lundquist e pubblicata in esclusiva su CorrierEconomia, conferma il primo posto per la società guidata da Franco Bernabé, sia in cima alla classifica delle 102 società italiane che sul podio più alto di quella europea, dove le italiane in gara sono solamente 26 su 500.
Dietro a Telecom (che ha totalizzato 87,5 punti sui 100 assegnabili) si è affermata Hera (85,8) che ha soffiato la medaglia d’argento a Eni, terza con 83,5. Il Cane a sei zampe di Paolo Scaroni resta però fermo al secondo posto nella classifica europea, davanti alla svedese Sca e alla tedesca Basf. Ad Ansaldo Sts e Marie Tecnimont (+9,7 punti rispetto alla passata edizione) va invece il titolo di best improver, il premio assegnato alle società che hanno maggiormente aumentato la propria valutazione rispetto alla gara precedente. Gli altri miglioramenti significativi sono quelli di Fiat industrial (+5,8) e Banca Bper (+4,8). Nella top ten generale, invece, si segnalano Pirelli & C, Snam, Edison, Terna e Luxottica in ascesa rispetto al 2011. Mentre Piaggio e Unicredit, pur rimanendo tra le migliori dieci, perdono terreno.
Spine
La doppia vittoria, però, ha qualche baco. Nonostante il bis ai massimi vertici intercontinentali, le società italiane totalizzano in media solo 32,5 punti, in calo rispetto ai 36,8 del 2011, e sono in difetto di ben 7 punti rispetto alla media delle maggiori 500 europee (39,3). Una debolezza che si spiega, probabilmente, con l’aggiornamento in chiave social di tutti i parametri di valutazione. Una sfida ardua che ha comunque abbassato tutte le pagelle medie internazionali di circa 5 punti. Un sito di buon livello — secondo la ricerca — deve prendere un punteggio almeno pari a 50 e nel caso italiano gli ultimi anni hanno segnato un divario sempre più ampio tra i pochi eccellenti e il gran numero di società che non innova e non investe nel web.
L’80% delle italiane non presenta sul sito i propri fattori di crescita e i target per il futuro, i tre quarti non condivide con gli utenti video corporate, solo un quinto utilizza le interviste ai dipendenti nella sezione carriere. In Europa questi aspetti sono invece molto più curati. L’Italia quindi primeggia con alcuni campioni ed è competitiva con il resto d’Europa sui temi della comunicazione tradizional-istituzionale (trasparenza, corporate governance), ma manca di forza innovativa nella base, se così vogliamo definire il campione delle 102 aziende esaminate.
Rinnovo
La ricerca, che ormai ha sedici anni di vita di cui undici anche sul mercato italiano, è tra le più qualificate per la misurazione della qualità della comunicazione corporate in Rete. Il protocollo prevede 100 criteri di valutazione divisi in dieci sezioni, un terzo circa sono riservati alle informazioni prettamente finanziarie. Ogni anno i parametri vengono aggiornati e la maggior novità dell’edizione attuale riguarda appunto il diverso posizionamento delle domande sull’utilizzo dei motori di ricerca e dei social media.
Non c’è più una delle dieci sezioni dedicata a loro: le aziende sono tenute a dire quanto sono «2.0» in tutte le diverse aree del loro sito. In questo modo il peso complessivo di social media e search è salito al 13,5% della valutazione complessiva, mentre l’anno scorso si fermava al 5%. Ma l’area più importante resta quella dedicata alla finanza, che conta 41 dei 100 punti totali.

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