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Telecom punta a Metroweb E a 7 miliardi per la fibra ottica

Milano Telecom Italia «non commenta». Ma il dossier Metroweb sembra volere uscire prepotentemente dai tombini. Il timing non è casuale. Metroweb Italia — che controlla Metroweb Milano, società compartecipata anche da Swisscom — è per il 53,8% di F2i e per il 46,2% di FSI Investimenti , società costituita, guardacaso, lo scorso luglio e controllata per il 77% dal Fondo Strategico di Franco Bassanini e e per il 23% dalla Kuwait Investment Authority. Bassanini, non è un mistero, è anche alla guida di Cdp. Ma non è un mistero nemmeno che Vito Gamberale pensasse di trasformare Metroweb nella famosa Società della rete partecipata da tutti gli operatori. Un progetto che aveva causato un braccio di ferro con Telecom, riluttante a mollare la rete, unico asset che garantisce il debito monstre del gruppo telefonico. Con l’uscita di Gamberale da F2i, evidentemente, si apre una stagione nuova per il futuro della società. Il passaggio è comunque delicatissimo se si considera che Telecom è in piena fase di transizione con gli azionisti, da Telefonica a Mediobanca a Intesa a Generali, che hanno ampiamente fatto capire di considerarsi già fuori, psicologicamente, dal capitale della società. E un nuovo potenziale azionista, Vivendi, che ha mostrato l’interesse a entrare ma che di fatto ha solo un’opzione a trasformare in titoli Telecom parte delle azioni della nuova società che si sta formando dalla fusione in Brasile tra Gvt e Vivo. 
Una delle strade possibili potrebbe essere il passaggio dell’intero pacchetto Metroweb nel Fondo Strategico per poi trattare l’eventuale passaggio a Telecom. Tra i nodi da sciogliere c’è la partecipazione di Swisscom (e dunque Fastweb) al piano di sotto, Metroweb Milano. Fastweb ha comunque dei contratti a lunghissima scadenza in Metroweb e, sembra, anche favorevoli alla società svizzera. Dunque, da questo punto di vista non ci dovrebbero essere problemi. Certo, non può non colpire che sempre in questi giorni sia riemerso tra i rumor che scaldano la Borsa la possibile vendita di Fastweb a Vodafone, dossier ormai sotto la cenere da anni ma, comunque, mai negato (il punto è solo la valorizzazione ma se Telecom si prendesse Metroweb il valore difensivo di Fastweb per Vodafone sarebbe sicuramente più alto. D’altra parte i contanti non mancano al gruppo inglese che ha i famosi 3,7 miliardi del piano «molla»). Resta da capire se per Telecom ci sia un altro tipo di molla: quello dello sblocca Italia. All’articolo 6 si legge che per accedere ai benefici da 7 miliardi da investire in reti ultraveloci che ci aiutino a colmare il gap con l’Agenda europea 2020 non si possono utilizzare investimenti «previsti in piani industriali o finanziari o in altri idonei atti approvati entro il 31 luglio 2014». Il passaggio in Metroweb potrebbe forse aprire uno spiraglio.

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