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Telecom, Piazza Affari festeggia il rafforzamento di Vivendi

MILANO

Vivendi formalizza anche al mercato italiano l’aumento dal 21,4 al 22,8% della sua partecipazione in Telecom Italia, anticipato venerdì in tarda serata alla Sec americana. E il rafforzamento francese a ridosso della soglia per l’Opa, che scatterebbe al raggiungimento del 25% del capitale, fa correre Telecom in Borsa, dove il titolo ha chiuso in rialzo del 5,55% a 0,9035 euro, anche se dall’inizio dell’anno il bilancio resta in rosso, con una flessione del 13% circa.
Vivendi tra il 16 e il 19 febbraio ha comprato sul mercato e ai blocchi altre 190,2 milioni di azioni Telecom per un investimento complessivo di circa 161,4 milioni, a un prezzo medio di 0,84 euro ad azione, mentre nel bilancio 2015 il valore medio dei titoli in portafoglio era di 1,14 euro per azione. I francesi incrementano la propria quota sfruttando la debolezza del titolo Telecom per consolidare la posizione di primo azionista, un socio che si è già dimostrato capace di fermare la conversione delle azioni di risparmio e di imporre 4 consiglieri nel board, tra cui l’ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine.
La mossa sta «bene» all’amministratore delegato di Telecom, Marco Patuano, ma «non cambia la situazione, è sempre l’azionista di riferimento e con l’aumento della quota conferma la sua strategia», afferma il manager dal World Mobile Congress di Barcellona, dove è stato nominato presidente del comitato che si occupa delle tematiche di regolamentazione nella telefonia mobile.
Il rafforzamento avviene mentre Vivendi avrebbe manifestato interesse per Mediaset Premium, la paytv che fa capo al gruppo della famiglia Berlusconi. Fonti dalle due parti hanno smentito le indiscrezioni.Ma l’acquisizione della maggioranza della paytv berlusconiana, da pagare in cash e azioni, rientrerebbe nel disegno francese di creare un leader paneuropeo nelle telecomunicazioni e nei contenuti, forte soprattutto nel Sud Europa. Vincent Bolloré, presidente e primo socio di Vivendi, conosce da molti anni Silvio Berlusconi: sono stati presentati dall’amico comune Tarak Ben Ammar, imprenditore tunisino, vicino di casa di Bolloré a Parigi, membro del board di Telecom Italia, di Mediobanca, e del consiglio di sorveglianza di Vivendi. Permium è sul mercato. Il nodo sarebbe il prezzo. Una volta sciolto, non sarebbe difficile per il socio forte Vivendi convincere la sua controllata a fare accordi con la paytv.

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