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Telecom, passo indietro di Telefonica Un convertendo per scendere all’8%

Telefonica lancia un bond convertendo in azioni ordinarie Telecom per 750 milioni a tre anni. Gli spagnoli intendono quindi ridurre sotto il 10%, più probabilmente fra il 7 e l’8%, la partecipazione nella società italiana di telecomunicazioni. Fonti ufficiali iberiche sottolineano che «l’impegno verso Telecom non cambia». E il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, ha commentato subito che la decisione spagnola non ha riflessi sulle strategie italiane. «Siamo e restiamo focalizzati a perseguire le nostre strategie».
L’operazione, coordinata da Hsbc, Jp Morgan e SocGen, è rivolta a investitori istituzionali e, secondo la domanda, potrebbe anche essere più estesa. Il bond sarà convertito a scadenza ma è previsto possa essere rimborsato cash nel caso non dovesse aver luogo la scissione di Telco approvata la scorsa settimana e in virtà della quale Telefonica dovrebbe ricevere il 14,8% di Telecom: in questo caso non avrebbe i titoli al servizio dell’obbligazione. È probabile che oggi, prima della riapertura dei mercati, gli spagnoli in un comunicato indichino la quota effettivamente ceduta attraverso il bond e quindi quella che resterebbe in portafoglio a Telefonica.
Come si spiega la mossa a sorpresa del gruppo iberico? Secondo alcune interpretazioni si tratterebbe del primo passo in vista di un’uscita graduale dal capitale di Telecom Italia. Scenario che tuttavia contrasterebbe al momento con la dichiarazione di Telefonica. L’annuncio potrebbe, secondo altre interpretazioni, «guardare» più che altro in Sudamerica, e cioè al Cade, l’Antitrust brasiliano, che in questi giorni sta valutando la scissione di Telco. Con lo scioglimento della holding che per otto anni è stata azionista di riferimento di Telecom con oltre il 22% Telefonica, come si è detto, verrebbe a detenere il 14,8%. La riduzione della partecipazione vorrebbe quindi segnalare al Cade l’intenzione di non avere un ruolo strategico in Telecom Italia.
Nel settembre dello scorso anno Telefonica, su spinta dei soci italiani, è salita dal 46 al 66% in Telco, con la contestuale discesa di Generali, Mediobanca e Intesa Sanpaolo. L’operazione prevedeva poi una seconda tranche attraverso un’opzione di acquisto con la quale gli spagnoli avrebbero rilevato le quote restanti. In dicembre però il Cade ha sottolineato che l’incremento era contrario agli impegni assunti con l’Authority in relazione alla presenza nel mercato sudamericano. Quindi ha in sostanza indicato a Telefonica di fare marcia indietro. La governance di Telco non è cambiata e la seconda tranche non ha avuto luogo. Con il convertendo Telefonica tornerebbe alla situazione di settembre 2013. Conserverà questa partecipazione? Questo è l’interrogativo di fondo, dopo la mossa di ieri.

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