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Telecom-Oi, prove di alleanza

Telecom Italia, azionista di Tim Brasil, studia un’alleanza con Oi. Sarebbe questo, secondo le indiscrezioni, il piano allo studio dell’amministratore delegato del gruppo italiano guidato da Marco Patuano.
L’obiettivo sarebbe chiaro: evitare che Tim Brasil sia soltanto una preda, ma piuttosto regista di un processo industriale di consolidamento nella telefonia in Brasile. Per ora la strategia sarebbe stata indicata da Patuano soltanto a qualche banca d’affari che starebbe monitorando la situazione.
Si attende ora il prossimo Cda di Telecom Italia del 25 settembre per avere qualche dettaglio in più sul futuro di Tim Brasil. La strategia di Patuano è attendista: Oi ha dichiarato di esserepronta a un’offerta, allo studio della banca d’affari Btg Pactual, per Tim Brasil. Oi, che non ha le dimensioni nè la forza finanziaria per fare l’offerta da sola, si potrebbe alleare con Claro-America Movil e con Vivo-Telefonica per promuovere una proposta a Telecom Italia per la controllata Tim Brasil.
E qui si aprono diverse opzioni. Ovvio che di fronte a un’offerta stratosferica, di fronte alla quale sarà impossibile dire di no, il consiglio di amministrazione di Telecom Italia potrebbe anche accettare e cedere la sua controllata Tim Brasil. Ma questa opzione non è così semplice da concretizzarsi. Oi, che è già indebitata, difficilmente avrà le risorse economiche per fare una mega-offerta da sola, mentre una proposta congiunta di Oi assieme a Claro e Vivo avrebbe come conseguenza uno spezzatino di Tim Brasil che resta un’ipotesi osteggiata dall’Anatel (l’Authority brasiliana delle tlc) e dallo stesso governo brasiliano.
Per questo motivo Patuano avrebbe in serbo un piano B. Discutere con le autorità brasiliane, che vogliono fare di Oi un campione nazionale, per promuovere un’alleanza o fusione nella quale Tim Brasil andrebbe ad acquisire Oi con la creazione di una nuova realtà della telefonia dove Telecom Italia sarebbe azionista. Oi, che sta finalizzando la fusione con le attività di Portugal Telecom, è del resto l’operatore più piccolo della telefonia mobile: un mercato enorme, quello brasiliano, in cui a fare la parte del leone sono Vivo (Telefonica) che a giugno aveva il 28,7% del market share, seguita da Tim Brasil con il 27%, Claro (America Movil) con il 24,9% e, appunto, Oi con il 18,5 per cento. Al contrario nel fisso gli operatori principali sono quattro con Oi che primeggia con con il 39,6% di quota di mercato, seguita da Vivo e Claro (con oltre il 23%) e poi da Gvt (oltre il 9%). Un’unione di Tim Brasil e Oi potrebbe dunque essere ben vista dal governo di Brasilia e resta una delle frecce all’arco di Patuano una volta sfumata la fusione con Gvt, finita a Telefonica. Del resto, Patuano ha un ottimo rapporto con le autorità brasiliane, alle quali ha ribadito l’impegno ad investire nel Paese e la volontà di partecipare all’asta per le frequenze da 700 mhz. Insomma, una tattica attendista quella dell’Ad, dove, alla fine, Telecom potrebbe condurre i giochi.

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