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Telecom, no allo scorporo “Illegittimo toglierci la rete” scontro su Metroweb

Il governo rilancia l’idea di una società a partecipazione pubblica per la gestione della rete, ma Telecom Italia mette subito le mano avanti: «Per noi il dossier non esiste, non ci sono i presupposti giuridici per uno scorporo, siamo una società privata con un suo piano di investimenti».

Così, ieri il presidente dell’ex monopolista Giuseppe Recchi, ha commentato a botta calda le indiscrezioni anticipate da Repubblica di un progetto su cui sta lavorando Palazzo Chigi per l’ingresso della Cassa Depositi Prestiti in una società nella quale conferire la rete di telecomunicazioni. Tra le varie ipotesi prese in considerazione, la possibilità di trovare un accordo con la stessa Telecom, ma anche il ricorso alla “golden power”, la possibilità prevista dalla legge di intervenire nelle decisioni di società private nel caso possiedano asset considerati strategici per la sicurezza nazionale. E la rete di telecomunicazione è una di queste.
Nonostante la reazione, il presidente Recchi ha dovuto ammettere di «aver sentito parlare quattro o cinque volte dell’ipotesi scorporo» per poi aggiungere che «il dossier non esiste, si tratta di una notizia confusa e superficiale» e definisce le indiscrezioni «molto dannose per quelli che sono gli effetti sulla percezione della società e, a maggior ragione, del nostro paese». L’azienda ha anche tenuto a sottolineare che gli investimenti sulla rete proseguono, almeno 3,2 miliardi al 2016 dei 9 miliardi complessivi del piano industriale.
Telecom, pertanto, ha tenuto a sottolineare il suo carattere privatistico, ma il caso è ormai politico. A chiedere una accelerazione del progetto di scorporo della rete ieri sono stati due esponenti del Pd: il vicepresidente della Commissione Infrastrutture, Trasporti e Telecomunicazioni del Senato, Stefano Esposito e la deputata Chiara Bergero, componente della commissione Attività produttive della Camera. nel loro intervento, i due parlamentari non si limitano a sostenere il progetto del governo guidato da Matteo Renzi, ma contestano anche la politica industriale di Telecom Italia. In particolare. il progetto annunciato dall’amministratore delegato di Telecom Marco Patuano, il quale intende avanzare una proposta per l’acquisizione di Metroweb, la società che ha cablato Milano e che nei prossimi anni ha in cantiere di portare la fibra ultra-veloce nelle principali aree metropolitane. E Metroweb ha nel suo capitale la Cassa depositi Prestiti, società controllata dal ministero del Tesoro, sia attraverso il suo Fondo Strategico, sia attraverso la partecipata F2i.
Entrambi gli esponenti del Pd si dicono contrari all’acquisizione di Metroweb da parte di Telecom. Secondo Bergero, ci sarebbe «un rischio enorme di monopolizzazione della rete in fibra: l’attuale monopolista della rete in rame comprerebbe l’unico operatore alternativo sulla fibra soffocando il tentativo di uscire dal monopolio infrastrutturale della rete fissa ». Esposito, da parte sua, chiede «l’intervento dell’Antitrust e del Governo affinché vigilino su questa operazione» e invoca «una operazione di sistema che non pregiudichi il mercato e, anzi, sia di stimolo alla crescita, agli investimenti e alla concorrenza: lo scorporo della rete fissa».
Tutto questo avviene mentre il Governo sta cercando varie strade per spingere sugli investimenti in reti di nuova generazione e recuperare i ritardi nelle classifiche europee delle connessioni internet. Anche con sussidi al settore. Come ha ricordato ieri il sottosegretario alle Telecomunicazioni Antonello Giacomelli, con gli emendamenti allo Sblocca Italia approvati nella notte dalla Commissione Ambiente in tema di banda ultralarga sono «previsti incentivi fiscali con l’introduzione delle distinzioni di aree bianche a 30 Mbps e quelle a 100 Mbps, nuovi edifici cablati, sportello unico, abbattimento degli oneri straordinari per la posa della fibra. Inoltre, è stato introdotto un piccolo fondo, circa 10 milioni di euro di fondi nazionali, per lo sviluppo dei servizi connessi alla fibra».
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