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Telecom, Letta chiede garanzie su occupazione e investimenti

Telecom Italia sta ferma in Borsa in attesa dell’incontro tra il premier Enrico Letta e il presidente di Telefonica Cesar Alierta, da cui potrebbe dipendere il futuro della società di telecomunicazioni. Letta haricevuto ieri l’amministratore delegato Marco Patuano, in un incontro che è stato propedeutico a quello odierno. «E’ stato un incontro molto cordiale – ha detto Patuano – abbiamo analizzato la situazione di Telecom a 360 gradi e abbiamo parlato di come vediamo il futuro su investimenti e occupazione». Alierta e Julio Linares saranno ricevuti ufficialmente per discutere soprattutto del tema della rete di TelecomItalia e degli investimenti necessari al suo ammodernamento. Ma non è escluso che la delegazione spagnola chieda a Letta anche qual è l’orientamento del governo sulla mozione Matteoli-Mucchetti che punta ad introdurre una seconda soglia per l’Opa obbligatoria e su cui l’esecutivo si è impegnato a varare quanto prima un decreto legge. «Il cambiamento delle regole sull’Opa è un argomento importante – ha detto ieri il presidente della Consob Giuseppe Vegas quindi bisogna fare una cosa fatta bene, vedremo cosa succederà ». Ma ieri anche alcuni soci italiani di Telecom hanno espresso delle perplessità circa la riforma del testo unico della finanza. «L’idea che ci dobbiamo solo difendere è un’autentica fesseria: noi dobbiamo attrarre capitali, non alzare barricate – ha detto ieri Alberto Nagel ad di Mediobanca che è socio di Telco -. Quella della difesa dell’italianità è una favola, non ha più senso.Pensiamo a Ras con Allianz, a Bnp con Paribas e al Nuovo Pignone con Ge». Inoltre, a detta di Nagel, con un socio telefonico in maggioranza, anche la gestione di Telecom Italia dovrebbe migliorare. «L’accordo tra i soci italiani di Telco e Telefonica è stato una cosa positiva per tutti gli azionisti – ha aggiunto l’ad di Mediobanca – perché così si è sbloccata una situazione di stallo e ora la situazione è in divenire. Con meno finanza e più industria e con meno banchieri e più uomini del settore sicuramente Telecom migliorerà». Nagel ha poi ribadito la volontà di cedere l’intera partecipazione in Telecom entro giugno 2014, chiamandosi fuori da eventuali iniezioni di nuove risorse. «Se c’è necessità di un aumento di capitale – ha concluso Nagel – sarà il cda a stabilirlo. Noi puntiamo a uscire da questa partecipazione per non essere esposti a questo tipo di rischi, non coerenti con il nostro piano. Il cda di Telecom è indipendente e vedremo quali saranno i risultati ». Infine non è escluso che il prossimo 7 novembre il cda Telecom si presenti dimissionario, per evitare la revoca dopo le richiesta di convocazione di assemblea avanzata dalla Findim. «Fossati ha messo un sacco di soldi – ha detto il consigliere Telecom Tarak Ben Ammar – e giustamente vuole avere voce in capitolo. Noi non dobbiamo aver pregiudizi rispetto a Telefonica e non fare processi alle intenzioni ha aggiunto Ben Ammar -, ma chi crede che i soci italiani saranno schiavi degli spagnoli si sbaglia».

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