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Telecom, la vendita di La7 resta in alto mare

MILANO — La telenovela per la vendita delle tv di Telecom Italia potrebbe non essere arrivata al suo epilogo e rischia di non avere un lieto fine. Ieri, la società avrebbe ricevuto quattro diverse manifestazioni d’interesse, ma stando a fonti finanziarie, due delle proposte sarebbero poco interessanti – Discovery e H3g – e le altre due – Clessidra e Cairo Communication – oltre a essere articolate e subordinate al verificarsi di alcune condizioni, sarebbero molto inferiori rispetto al valore di Borsa di TiMedia. Anche se, ieri, il titolo ha guadagnato il 2,3% sfiorando una capitalizzazione di 240 milioni, che sommata ai debiti attesi per fine anno, fa di Ti-Media una società tre volte più cara rispetto alle attività italiane di Mediaset. Un paradosso perché mentre La7 ha sempre e solo collezionato bilanci in rosso, per la prima tv commerciale tricolore il 2012 dovrebbe essere l’unica eccezione. Come se non bastasse, Clessidra e Cairo sanno che i numeri esaminati in questi mesi di due diligence sono destinati nel breve termine a peggiorare, perché lo scenario economico e competitivo si fa più difficile sotto tutti i fronti, compreso quello dell’infrastruttura digitale dei multiplex. Inoltre, mentre il fondo guidato da Claudio Sposito avrebbe fatto un’offerta per tutto il gruppo condizionata alla revisione del contratto con la Cairo Communication, Urbano Cairo avrebbe fatto un’offerta solo per le televisioni. Con queste opzioni sul tavolo, il consiglio di Telecom dovrà decidere se accettare o meno le proposte, se andare ai supplementari concedendo un’esclusiva ai due gruppi per provare a trattare e a sciogliere alcune delle condizioni a cui sono subordinate le offerte, oppure se azzerare la gara e rimandarla a tempi migliori. Quest’ultima opzione potrebbe però rivelarsi un boomerang, perché Telecom dovrà farsi ancora carico delle perdite di TiMedia e in vista di un peggioramento dei conti, il management della società non potrà fornire adeguate garanzie sul fatto che a medio termine sarà possibile reperire offerte migliori.
Oltre a discutere della questione TiMedia, giovedì il cda di Telecom dovrà esaminare il dossier per la brasiliana Gvt. Al momento, il gruppo è rimasto fuori dal processo per aggiudicarsi la società della fibra che è stata messa in vendita da Vivendi, ma il management carioca sarebbe intenzionato a chiedere più tempo per studiare meglio il da farsi.
L’ultimo tema di discussione è quello della separazione della rete Telecom in una società ad hoc, operazione che secondo le nuove leggi Ue, dovrebbe agevolare i tempi delle politiche commerciali del gruppo. Ma conferire la rete in una società ad hoc, non equivale anche a decidere di venderne una parte a eventuali investitori come la Cdp.

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