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Telecom, la svolta di Patuano

Partita da un puzzle semplice da pochi pezzi Telecom si troverà nel consiglio di amministrazione di domani ad affrontarne uno ben più complesso. E non è detto che tutti i pezzi si possano facilmente incastrare l’uno con l’altro. Le domande alle quali dovrà rispondere l’amministratore delegato, Marco Patuano, che si è trovato con l’uscita di Franco Bernabè a gestire tutti i dossier importanti, sono molte. Cosa prevede il piano del gruppo telefonico già condiviso con il numero uno di Telefonica, Cesar Alierta? Si procederà con la vendita delle torri e di Telecom Argentina? Ci sarà un nuovo aumento di capitale mini? Cosa succederà alla rete e ai tagli degli investimenti negli altri segmenti che i manager del gruppo spagnolo avrebbero già individuato? Infine: arriva o no Massimo Sarmi come presidente? Ce n’è abbastanza per riempire un paio di consigli. Senza contare la variabile Fossati.
Oggi è atteso anche l’incontro a Londra con gli analisti organizzato da Marco Fossati, azionista del gruppo che, forte di una quota del 5%, ha chiesto la convocazione dell’assemblea per la revoca dell’attuale consiglio di amministrazione e la nomina di un nuovo board. Durante il meeting, di cui Fossati ha informato la Consob, il patron di Findim presenterà le proprie proposte e strategie su Telecom. I riflettori del mercato sono puntati in particolare sulle strategie sulle attività sudamericane (Fossati si è sempre mostrato contro la vendita del Brasile) e su come eventualmente rafforzare la struttura patrimoniale. Insomma oggi bisognerà sintonizzarsi su Londra e Milano.
All’ordine del giorno del board vi sono i conti dei nove mesi, il piano industriale, che verrà illustrato da Patuano, la governance e la struttura del capitale sociale. Su quest’ultimo punto le indiscrezioni parlano della proposta, sempre da parte dell’amministratore delegato, di un aumento di capitale tra 1,3 e 2 miliardi di euro. Intanto vanno avanti le valutazioni sulla cessione dell’Argentina, mentre ad oggi non risulta una possibile vendita degli asset brasiliani, tema ben più delicato per gli spagnoli: nel caso in cui però venisse proposta una cessione, i consiglieri indipendenti sarebbero pronti a chiedere la nomina di un advisor indipendente per la valutazione.
Nessuna novità è attesa sulla nomina del presidente: il comitato nomine è al lavoro ma è possibile che la short list con i nomi dei candidati — tra cui figurano oltre a Sarmi, il presidente di Borsa Italiana, Massimo Tononi — rimanga aperta e il comitato prosegua le valutazioni (un altro consiglio Telecom dovrebbe essere in calendario il 5 dicembre). Sono troppe infatti le incognite sul tavolo in vista dell’assemblea, che verrà convocata giovedì e che si terrà dopo il 17 dicembre, trascorsi cioè i 40 giorni per la presentazione delle liste.
Nel momento in cui l’attuale consiglio convocherà la riunione dei soci per la revoca e l’eventuale nomina di un nuovo board, il board stesso sarà considerato temporaneo proprio in vista dell’assemblea.
È possibile che Telco, azionista di Telecom con il 22,4%, che indica i 4/5 dei consiglieri, inserisca nella lista, oltre ai nomi degli attuali consiglieri, un nominativo in più (che potrebbe essere il nome del futuro presidente).

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