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Telecom, la carica dei soci e la conta dei fondi per il vertice

MILANO— Saranno in molti oggi a seguire l’assemblea di Telecom Italia con l’attenzione che si dedica generalmente a una finale di Champions. Il gruppo telefonico è infatti il primo «big» del capitalismo italiano a dover superare le rapide delle nuove regole assembleari che, rendendo più semplice la partecipazione con meno vincoli a livello di deposito azionario, favoriscono l’afflusso dei soci. Le attese per l’appuntamento di Rozzano sono per un'assemblea particolarmente affollata. Peraltro l'ultima di Gabriele Galateri come presidente della società già cooptato per il medesimo ruolo nelle Assicurazioni Generali dopo l’uscita di Cesare Geronzi. Se poi la massa di soci comporterà anche sorprese sulla composizione del nuovo consiglio di amministrazione lo si saprà solo oggi. I soci hanno infatti tempo fino all'apertura dell'assemblea per registrarsi e già ieri risultava superata la metà del capitale. Ci saranno i soci di Telco con il 22,5%, ci sarà la Findim di Marco Fossati con il 5%, ma soprattutto ci saranno i fondi che dovrebbero riuscire a rappresentare una quota importante del capitale. Si parla del 20%. «Era dal 1999, epoca dell'Opa di Colaninno, che gli azionisti non depositavano più del 51%delle azioni ordinarie, prima dell'assemblea» , rileva Franco Lombardi, presidente dell'Asati— l'associazione che raccoglie i piccoli azionisti Telecom— secondo cui, tuttavia, questa massiccia rappresentanza degli azionisti non porterà «ad immaginare scenari di cambio nel controllo» . A pesare sull’ago della bilancia saranno anche i fondi esteri, meno «governabili» rispetto a quelli italiani che puntano ad avere una rappresentanza di minoranza nei board delle principali società dell’Ftse Mib. Parmalat docet. Se tutto comunque andrà secondo i piani l’attuale amministratore delegato Franco Bernabè diventerà presidente, presumibilmente con deleghe importanti. Al voto per il rinnovo dei 15 membri si presentano tre liste. Quella di Telco con Cesar Alierta, Tarak Ben Ammar, Franco Bernabè, Elio Catania, Jean Paul Fitoussi, Gabriele Galateri, Julio Linares, Gaetano Miccichè, Aldo Minucci, Renato Pagliaro, Marco Patuano (già indicato come il nuovo amministratore delegato) e Mauro Sentinelli. La Findim di Fossati con Gianemilio Osculati, Paolo Dal Pino, Carlos Manuel De Lucena e Vasconcelos Cruz, e Assogestioni che ha candidato Luigi Zingales, Ferdinando Falco Beccalli e Francesco Profumo. Domani si terrà il board. L’amministratore delegato di Tim Brasil, Luca Luciani, è inoltre stato indicato come direttore generale con delega sul Sudamerica, il vero polmone finanziario del gruppo. Se Telco si presenterà come socio di maggioranza, il cda verrà votato con il meccanismo di lista, che consente la nomina dei quattro quinti dei consiglieri proposti, pari quindi a dodici. Gli altri tre nomi verrebbero garantiti alle minoranze. La prova oggi alle 10 con il voto.

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