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Telecom Italia «chiama» la Cdp

Ancora dialogo (a distanza) tra Telecom Italia e la Cassa depositi e prestiti in merito al complicato risiko dell’Ngn, la rete internet di nuova generazione. Sullo sfondo il tema caldissimo di un eventuale scorporo – ancora tutto da verificare – del network dell’ex monopolista, un’ipotesi che comunque Telecom ha preso in considerazione, come rivelato da questo giornale il 4 aprile scorso.
Ieri è stata la volta di Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom, che a margine di un convegno ha spiegato: «Finora tra Telecom Italia e Cdp non ci sono stati solo segnali di fumo: abbiamo espresso chiaramente quali sono i nostri piani, stiamo parlando di molti miliardi di euro da investire e la cosa va metabolizzata». Come a dire: niente strappi, ma la prospettiva auspicabile è chiaramente quella di un’intesa.
Patuano ha ribadito che «gli spazi di collaborazione esistono e sono molto ampi ma l’obiettivo è creare valore». La soluzione, ha spiegato l’ad, andrà trovata senza fretta: «Vogliamo la soluzione migliore, non la più rapida». Nessun orizzonte di tempo, dunque: «Meglio non darsi gabbie di tempo o di scopo». Quanto ai possibili ulteriori spazi di collaborazione, Patuano ha spiegato di guardare alla «possibilità di utilizzare i fondi europei disponibili per milioni di euro», passando dall’auspicio di sviluppare «la proficua collaborazione già attivata con Infratel (ministero dello Sviluppo economico, ndr)» fino all’opportunità di coinvolgere nel processo gli operatori mobili per evitare, con l’avvento della rete di quarta generazione, una proliferazione di antenne sul territorio.
«Se ci chiedono di fare la rete per tutti va bene, la facciamo anche per gli altri – ha continuato Patuano – se però chiediamo di essere adeguatamente remunerati non mi sembra di rivendicare nulla di strano». La Cdp, secondo Patuano, «non può esimersi dal realizzare progetti che abbiano una valenza infrastrutturale e un ritorno economico». E quello che si dovrà evitare è «investire due volte in certe zone e zero volte in altre. Non sarebbe un’idea brillante».
Lunedì il presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini, era ritornato sul tema spiegando che la Cdp «ha un atteggiamento non competitivo e tende a lavorare in sinergia con tutti i possibili soggetti disposti a investire sulla crescita, modernizzazione e infrastrutturazione del Paese». Messaggi trasversali, per una partita complessa nella quale c’è in gioco una fetta importante del mercato delle telecomunicazioni del Paese.
Intanto dal punto di vista più industriale Telecom punta a riorganizzare il settore dell’informatica. Il piano, secondo Radiocor, prevede l’accorpamento della divisione It Operation nella controllata al 100% Ssc (Shared service center) che si occupa di parte dell’informatica corporate e istituzionale.

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